Pubblicato in: non classificato

Fallocrazia.

Che vergogna essere un maschietto di questi tempi. Siamo i molestatori, siamo i ricattatori, siamo i violentatori, siamo gelosi e possessivi. La verità è che ci sta mancando la terra sotto i piedi, perché tutti si stanno rendendo conto che alla fin fine questa cosa che abbiamo tra le gambe non è poi tanto importante: ormai se ne stanno rendendo conto tutti, ma noi già da un pezzo.

Il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini: perfino Dio ha deciso che dovevamo esser noi per primi a colonizzare il Paradiso Terrestre, lei è arrivata dopo a far casini per il capriccio di mangiare una mela e per colpa sua l’abbiamo pagata cara pure noi poiché chi-dice-donna-dice-danno, nient’altro che questo. Per non parlare di Allah che ci promette ben 72 vergini nell’aldilà se ci martirizziamo: lei è un premio, una ricompensa, nient’altro che questo. Sì, ci siamo ritrovati in un mondo costruito ad hoc per noi da chi ci ha preceduti, ma la favola è finita e la principessa si salva da sola…e il drago siamo noi. 

Perfino nei processi sommari che ci piaccion tanto sui social di questi tempi noi dibattiamo se lei-doveva-parlare-prima, se lei-se-l’è-cercata, non se lui se lo poteva tenere nei pantaloni e basta.

Ma io dico: irresistibili come siamo, data quella cosa che abbiamo tra le gambe, perché dovremmo approfittare della nostra posizione di potere o della nostra supremazia fisica per portarcela a letto? Ah, giusto: forse non siamo poi tanto irresistibili.

Che vergogna essere un maschietto di questi tempi, perché essere Uomini è tutta un’altra storia.

17596520_1864909010423444_7921945217580662784_n

Pubblicato in: non classificato

Non sono una persona simpatica.

Non sono una persona simpatica. Anzi, a me piace dire che sono come un dito nel culo: a volte piacevole, altre volte del tutto fuori luogo. Se nel privato sono un vero disastro, sul lavoro ho scoperto di avere una fama a metà tra Goebbels e Hitler

Non starò qui a spacciare i miei pregi per difetti (non sono quel tipo di persona), ma ultimamente sto facendo i conti con la mia condizione di spigolosetto e mi voglio fermare un attimo ad analizzare con voi la situazione: non sia mai vogliate lasciarmi un feedback.

tumblr_nz7myoW9Je1qfjfoyo1_400

Parlando di Andrea abbiamo un quindicenne grasso e pieno di brufoli imprigionato nel corpo di un uomo: goffo, sciocco, timido e impacciato. Non sono bravo a coltivare le amicizie perché penso di essere così poco interessante che non ci provo neppure. Ho iniziato da poco a praticare la pallavolo con il solo obbiettivo di farmi nuove amicizie, eppure la mia capacità di conversazione non riesce ad andare oltre il classico “mia!” due volte a settimana. Ci ho provato un po’ di più andando a fare crossfit, ma la prima volta non riuscivo a inserirmi nella discussione sulle motociclette (che soggetto), la seconda volta la tipa che ha iniziato a parlare con me (con mio grande sollievo) in due frasi ha fatto crollare ogni mia predisposizione:

Stai dimagrendo molto. Ma hai il fondoschiena flaccido.

tumblr_miqes2MhpT1s49x9io1_250

Parlando di Ibba Monni le cose diventano decisamente più serie. Ibba Monni l’ho creato io negli ultimi 20 anni: è tutto quello che mi serviva per proteggere Andrea. Ibba Monni non guarda in faccia a nessuno, per lui esiste solo il lavoro e la dedizione ad esso: potrei fare un elenco di persone che deludendomi professionalmente non sono mai riuscite a far breccia nel mio privato, ma resterei qui fino a ferragosto 2018. So quello che voglio e so come ottenerlo senza mai andare contro me stesso e i miei valori, questo sì, ma è anche vero che per me i rapporti personali sono addirittura un ostacolo nel lavoro.

Tra le cose che mi sono state rimproverate più o meno bonariamente negli anni:

  1. Ma non ci droghiamo dopo? – Non mi sono mai drogato prima, figurati dopo.
  2. Ma perché non sei più felice per l’articolo sul giornale? – Perché non è il primo, non ho 12 anni e non sono ancora finito su Vaniy Fair.
  3. Ma perché non vieni mai agli aperitivi/cene? – Perché faccio teatro, non il critico culinario e poi perché sono sempre a dieta.
  4. Ma perché lavori sempre? – Perché sono povero!
  5. Ma perché non vai mai a teatro? – Io ci vivo a teatro e ne ho così tanto rispetto che quando vado (e ci vado più spesso di quanto si sa in giro) vado solo a vedere cose interessanti (sempre troppo poche) o progetti che mi incuriosiscono (salvo poi pentirmene il 99% delle volte).
  6. Ma perché non (più) siete amici di tizio/a? – Perché non necessariamente ci si trova simpatici o si ha rispetto di qualcuno/a che sotto-sotto non è come appare: a volte scopro che dietro il personaggio non c’è una persona o c’è una persona di merda; altre volte sono io a non piacere a qualcuno. Non è che siccome siamo colleghi dobbiamo essere amici, no?

Com’è e come non è, né Andrea né tanto meno Ibba Monni sono contenti di essere come sono: il primo vorrebbe stare più sereno mentre il secondo vorrebbe diventare più morbido.

tumblr_o1ontnfiTa1v6f550o1_400

Pubblicato in: non classificato

Chi l’avrebbe mai detto? Io.

download

Scrivevo questa mattina su facebook: “Si deve puntare sempre più in alto: non mi piace stare nella confort zone”

Che misky!

È presto per parlarne, ma oggi ho fatto una cosa:

  1. da solo,
  2. fuori dall’ambiente teatrale,
  3. senza nessuno che conosco.

Il risultato? Sono una persona timida la persona più timida che conosco. Non ci credi? Neppure io ci crederei al posto tuo, nel senso che sotto sotto, intimamente, sapevo di essere uno sfigato, ma stasera ne ho avuto la conferma: goffo, sciocco, scemetto.

Ne avevo bisogno, anzi ne ho bisogno perché è da secoli che non faccio altro che vivere di teatro 24 ore su 24, però dai…sono io, sono solo io.

P.S: tra mille anni leggerò sta roba e dirò “E quindi? Cos’era?” per cui lo scrivo, così me lo ricordo: ho iniziato con la pallavolo.  

Pubblicato in: non classificato

Autunno – cadono le foglie, speriamo non le palle

Oggi inizia l’autunno 2017 e io non sono tanto d’accordo. Ok, ho passato un’estate bellissima – no complains – però ora non potrò più decidere di non andare al mare. Io sono fatto così: devo decidere io, nessuna imposizione.

Estate strana, bella ma strana, felice ma non serena… ormai ci sono sceso a patti: sono un Artista e noi artisti siamo belli e dannati. Più o meno tutti, diciamo che io sono più dannato che bello. 

Ma voglio scrivere d’altro.

In questi giorni in cui faccio il count down per riprendere a pieno regime il mio lavoro (che non si è mai fermato, ma solo fatto meno intenso) è tutto un godere-di-ogni-momento, che altro non vuol dire che fare-schifo-come-se-non-ci-fosse-un-domani:

  1. Netflix – ovvero come divorare serie tv (“Friends”, “That’s 70s show”, “Grace&Frankie”, “Atypical”, ecc…) intervallandole con “Grey’s Anatomy” (e siamo alla nona stagione);
  2. Vino – che sia beverello o prosecco, preferibilmente fresco e rosato, le bollicine hanno preso il posto dell’anguria, la quale deteneva il primato come Simbolo dell’Estate da almeno due decadi;
  3. Crossfit – la mia nuova passione, povero me, tre volte la settimana trascorro un’ora abbondante ad uccidere la mia autostima con gente dal fisico marmoreo che fa il doppio di quel che faccio io in metà del tempo;
  4. Cibo – qui siamo alle solite: il buon vecchio rapporto di amore e odio con qualunque cosa sia commestibile e non. Work in progress since 1983.

Volevo mettere una foto-simbolo di questa estate, ma non ne avevo molta voglia. Quindi:

IMG_20170912_224513_820

Pubblicato in: non classificato

Addio 2016.

eatmyshit

QUESTO POST NON È UN RIASSUNTO NÉ UN BILANCIO DEL 2016, TANTOMENO UN “PROMETTO CHE…” DEL 2017.

È stato uno degli anni più brutti, come tutti gli anni pari. Iniziato e finito con la lombalgia e l’otite perforante, verrà ricordato dal sottoscritto come “l’anno dell’esposto” (clicca qui per capire di cosa sto parlando). Insomma: non mi mancherà per nulla, non vedo l’ora che finisca.

E le cose belle? Certo: poche ma ottime. Ad esempio lo spettacolo “Cuore di Tenebra” che ha reso possibile trarre davvero qualcosa di buono dalle esperienze familiari che mi hanno segnato. Ma anche tutto il mio lavoro che va sempre bene, sempre meglio eccetera eccetera.

E gli amici persi? Sì, gli amici, perché quelle due persone, anche se non si sono comportate come tali, io le consideravo davvero amici. Non ho perso nulla: preferisco dire che ho guadagnato spazio. Chissà se sbaglierò ancora covando serpi in seno e dando opportunità agli opportunisti. Boh, lo spazio c’è, speriamo di non fare gli stessi errori.

E i buoni propositi scritti un anno fa e (come tradizione) riletti oggi? Non ricordavo che un anno fa mi drogassi di stucchevolezza, ho riletto le promesse fatte a me stesso e ho vomitato: mancava solo “voglio la pace nel mondo” per completare un elenco di banalità senza precedenti. Mah.

Per me il capodanno ha un valore simbolico enorme: finisce un ciclo, ne inizia un altro. Muoio dalla curiosità di sapere come e dove sarò tra 365 giorni. Per adesso so che succederà nelle prossime ore: amore, amici, alcool, cibo e trallallà.

Pubblicato in: non classificato

Natale 2016 – famiglia è dove sta il cuore

È il mio Giorno del Ringraziamento. Da quando non c’è più Nonna Nandina non è più il Natale cattolico della messa e del “Gesù bambino” ed è un giorno nel quale i miei pensieri positivi si spargono per il globo. Ecco perché sono grinch coi Grinch: sei libero di crederci o no, ma approfittane per fare bei pensieri giacché tanto non li fai mai!

Questo è un Natale diverso, è da ieri (grazie a Monica e a Rosa che inconsapevolmente mi hanno illuminato) che ho deciso di pensare a ciò che ho e non a quel che non ho più o non ho mai avuto. Ecco a chi vanno questi pensieri positivi: alla mia famiglia.

La mia famiglia è quell’insieme di persone che custodiscono un pezzetto (più o meno grande) del mio cuore:

  • la mia famiglia è Ga’ che da quasi dieci anni fa sì che io sia ciò che sono nel bene (nel male ci penso da me): perché famiglia è chi ti fa crescere e ti sostiene nell’errore;
  • la mia famiglia è la famiglia della mia dolce metà, che giorno dopo giorno mi mostra e dimostra che la quotidianità è fatta di alti e bassi e che non ci si deve mai mancare di rispetto: perché famiglia non significa andare d’accordo per forza, ma vuol dire rispettare i pensieri altrui;
  • la mia famiglia sono i miei amici: pochi, pochissimi esseri umani che mi vogliono bene nonostante tutto e ci sono anche quando non ci sono, al di là del tempo e dello spazio: perché famiglia è non farsi sentire abbandonati, mai;
  • la mia famiglia è il mondo Ferai: una marea di anime che si affidano a me per imparare/vivere l’arte teatrale, che gioiscono dei nostri successi e ne prendono parte attiva, che mi rendono orgoglioso dei loro traguardi dando un senso alla mia vita: perché famiglia è crescere insieme e essere felici di ciò che si raggiunge insieme.

Quel che valgo lo devo a loro, tutti quanti in modo diverso: parti fondamentali di me. Ga’ che vive e lavora con me, che mi prepara il caffè ogni dopo pranzo e che mi abbraccia quando abbiamo bisogno di abbracciarci: lui è tutto. La mia dolce metà e la sua famiglia che mi hanno accettato proprio quando avevo perso fiducia nella “famiglia tradizionale”: mi tengono coi piedi per terra, smorzano ogni stucchevole piega sentimentale, sono il mio contatto col mondo che mi ha sputato via. I miei amici si contano sulle dita di due mani e non spariscono mai, rispettano i miei tempi, i miei modi e sanno dire no, sanno dirmi “sbagli” e non mi mentono mai e poi mai. Il mondo Ferai che impegna la mia vita al 100% è fatto di gente che ce la mette tutta, sempre, e che mi dà un esempio concreto di cosa sia ciò che ho creato. No, ci tento ma non trovo le parole per dire GRAZIE a queste persone, tutte, che fanno sì che la mattina mi alzi col sorriso e la notte dorma bei sogni.

La mia famiglia è differente, ma non la cambierei con nessun’altra al mondo.

Pubblicato in: misky, miskies e mischinanze

Che bell’anno che è stato… che bell’anno demmerda.

Come ogni anno pari della mia vita, anche il 2016 è stato decisamente marrone: ma se fino ad ora tutti gli anni pari della mia esistenza sono stati tremendi, questo che sta per finire, ha voluto decisamente strafare. Non sono superstizioso in generale e non ci credo: ma può essere davvero una coincidenza? Com’è stato questo 2016?

tumblr_oh3n3ksajy1s7ub96o1_r1_400

I primi mesi degli anni pari sono abbastanza tranquilli, come quest’anno, poi la rottura de cazzo arriva come un caterpillar e spesso a valanga. Passo la prima metà di questo genere di anni a subire e la seconda metà a cercare di rimediare. Caro 2016…

tumblr_ogqx00onq81s7ub96o1_500

Quest’anno è iniziato con un’otite perforante e una lombalgia che si sono scatenate da fine gennaio e che ogni tanto mi ricordano che non sono andate via. Poi gli eventi che ci hanno portato a dover traslocare, l’estate da depresso, un autunno di stress e lavoro stressante, diciamo che mancano 29 giorni alla fine di quest’anno sfigato e ho un po’ paura, ecco…

tumblr_oh9hado8si1s7ub96o1_500

Non ho ancora fatto la lista dei buoni propositi del 2017, ma presto la farò. Mi aspetto grandi cose e in effetti già da adesso so che almeno lavorativamente sarà un anno fantastico. Io in tutta sicurezza faccio i dovuti scongiuri…