Ma al mare non sono ancora andato tanto, almeno quando c’era Lara….e invece no, perchè ho accettato un progetto nuovo di zecca, una commedia musicale che sto preparando da una settimana e che va in scena questo sabato e domenica (salti mortali? di più). Si chiama Pinter non l’avrebbe mai scritto ed è comicità bella e buona, fa proprio ridere perchè prende di mira l’ambiente teatrale sardo con una verve abbastanza rara per il teatro contemporaneo. Io sostituisco il protagonista, Gavino (nella foto di scena, il secondo a destra, l’attore Damiano Oghittu che lo interpretava) e ho accettato perchè è un prodotto fresco, divertente e nuovo per me, che mi avvicino al musical a grandi passi e con molto divertimento.
E si prepara lo spettacolo di Barcellona…i biglietti sono già comprati…
Nulla a che vedere con il film, questo titolo è semplicemente il più adatto a descrivere la settimana conclusasi ieri, nella quale ho avuto il piacere di stare in cmpagnia di Lara, la grande amica che sempre c’è e sempre ci sarà. Arrivata lunedi e andata via domenica, ha reso questi giorni speciali. E’ piaciuta a tutti quanti, ha fatto amicizia con tutti i miei amici, brindando con un litro di chiara insieme alla mia coinquilina Karen e insultando l’arbitro norvegese insieme a Fagiolino, Wallace, Bagheera, Claudia, Karen, Patatina, Ga’, ecc…e poi mare mare mare, shopping, feste, discoteca, Dario Fo all’anfiteatro.
Menzione speciale per aver avuto il merito di mobilitare un gruppo abbastanza variegato e di portar tutti alla discoteca tanto attaccata dal sottoscritto in passato: il Go Fish (sarà un post a parte). Passi per me e per Karen Walker che notoriamente siamo due che si dimenano in pista, ma vedere sul cubo col palo da lap dance Wallace che balla Britney Spears….La Principessa Garnet sempre bellissima che balla con me sul cubo! Mia sorella che flirta con una checca…Ga’ che si struscia su Karen sul famigerato cubo….Lara SANTA SUBITO! Perchè? Talmente simpatica e carina con tutti che ha portato il sottoscritto a varcare la soglia di un posto nel quale fino a due anni fa mi avrebbero fatto cadavere (per il reportage Mezzi Uomini Spazzatura andai anche alla polizia perchè ricevetti serie minaccie di morte), è riuscita a far entrare in una discoteca Wallace, La Principessa Garnet, Ga’ e mia sorella che stanno a una discoteca quanto Calderoli sta all’Islam. Presto la foto finirà su Crasulo! Ne farò delle t-shirts credo!
Lara è un’amica. Una sorella. Una persona vera, diretta, sincera, pane al pane, vino al vino. Mi manca già.
Come Volevasi Dimostrare è un’espressione che ho odiato fin dall’infanzia. Ma nulla è più adatto in questo momento in cui si stanno per svelare tutti i miesteri. Avevo ragione.
P.S: Spisulin arriva tra quaranta minuti. Sono in fibrillazione.
Mamma mia, ormai è quasi ufficiale….la persona che verrà ad abitare qui tra poco darà l’annuncio a tutti. E sarà un macello appena lo si saprà in giro. E’ che dal momento che la vita non è una merda totale, la gente ama complicarsela, rovinare le cose e mettersi problemi inesistenti. E quindi, appena si saprà chi verrà ad abitare qui a casa con me, Ga’ e Karen, pioveranno macumbe, fatwa e maledizioni da ogni dove.
Fintanto che uno è innamorato si sa, non vede molto i difetti del partner, ma quando mi sono messo i miei amati jeans estivi (tagliati sopra il ginocchio) e non mi si allacciavano più, ho avuto seri dubbi sulle diottrie della mia dolce metà. Poi ho preso un costume di scena e manco quello mi sta più, e allora ho capito. Ho realizzato nell’ordine, tre cose:
1) E’ cecità totale;
2) Sono ingrassato;
3) Quei jeans estivi fanno cagare.
Salgo sulla bilancia: 90 chili. 90 chili!!!!!!!!!!! Ok, sono alto quasi due metri, ma 90 chili mal distribuiti non sono pochi. E hai voglia di cercare scuse del tipo “ho le ossa grosse”, perchè significa dire che non ho un bacino, ho un gommone da scafista albanese! Ho un girovita che mi ricorda tanto un pupazzo rosso della tv, e non parlo di Biscardi, ma del gabibbo! Devo fare qualcosa. Bisogna prendere provvedimenti. Pesavo 80 chili un anno fa. L’amore mi ha fatto ingrassare, nel senso che cucina dolci da dio e che quando chiedevo “sto mettendo su pancia?” la risposta era “no amore”. Forse pensava poi “no amore, non solo la pancia, anche tutto il resto, stai lievitando grassone ciccione”. Ma i suoi occhi dicono sempre “bello”. Mah….dovrò sopprimerlo?
Dieta, esercizio fisico e sputtanamento qui, su queste pagine. Con aggiornamenti minimo settimanali.
Benvenuti nell’era dell’anti-innocenza, nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle 7 e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta possibile. L’autoconservazione e concludere affari hanno priorità assoluta…Cupido ha preso il volo dal condominio. Come ci siamo finite in questo pasticcio? Sono a migliaia le donne così in città, forse decine di migliaia, le conosciamo tutte e tutti pensiamo che siano fantastiche, viaggiano, pagano le tasse, spendono 400 dollari per un paio di sandali all’ultimo grido e sono sole. Perchè ci sono tante fantastiche donne non sposate e nessuno uomo non sposato? (…) Era così? Le donne di NY stavano davvero rinunciando all’amore, stavano diventando potenti?
Carrie Bradshaw
Questo è il monologo iniziale della prima puntata di Sex&The City, serial dell’emittente televisiva HBO, e che ha rilanciato la moda della moda e ha abbattuto molti taboo maschilisti diventando un’icona femminista nell’era della mass communication televisiva. Ieri sono andato a vedere il film con Karen, io e lei da soli soletti come non mai da tempo, e ci siamo sganasciati dalle risate nel vedere un film facile facile che però ha sempre il graffio e la grinta che ha catturato noi e mezzo mondo. L’idea di far fare cambio d’abito griffato alle protagoniste ad ogni scena è stata un po’ una strizzata d’occhio alle pressioni dei fans, l’idea di mostrare in primo piano, per un secondo, il pene di un personaggio, è stata una provocazione geniale, perchè rompe gli schemi che impongono che dell’uomo si veda solo il retro mentre della donna lato A e lato B. Non si capisce perchè.
Un film molto carino, sopratutto se si conoscono le quattro ragazze e se si è cresciuti stando dietro alle loro avventure di sesso e amore. Un unico appunto: poca, pochissima City, poco spazio dedicato alla quinta protagonista storica: la città di New York.
L’ho finito. Il diradarsi dei miei impegni mi ha permesso di finire uno dei libri più belloi ch’io abbia mai letto. “Passavamo sulla terra leggeri” è un libro postumo dello scrittore sardo Sergio Atzeni, che racconta la storia della Sardegna come mai l’ho letta e come mai nessuno l’ha scritta. Tocca nelle viscere, commuove, fa palpitare il cuore perchè senti che la sardità che scorre nelle tue vene, è stata messa nero su bianco. E ti emozioni.
Il 5 e il 6 giugno alle ore 21,00 al Teatro delle Saline, Pierfranco Zappareddu presenta “domani nella battaglia pensa a me… Finisterre” spettacolo teatrale all’interno della Stagione del teatro contemporaneo 2008.
Quel che mi interessa non è l’omaggio alla bellezza della forma, ma un teatro che parli veramente di noi. Di sentimenti, rabbie, ossessioni in cui tutti possiamo specchiarci. Della difficoltà di amarsi e capirsi, dell’orrore della solitudine.
Il desiderio negato, la fragilità, l’umiliazione del vivente, la ripetizione, la doppiezza delle apparenze, le incrinature del cuore e i lividi dell’anima, la meccanicità dell’esistenza che si ripiega su di sé: tutto questo lo vediamo rappresentato, certo, ma ne partecipiamo con la modalità del nostro stesso sguardo.
Nello spettacolo c’è la storia di uomini che hanno perso il centro della propria vita, il filo della propria esistenza. I personaggi si animano in poche, brevi scene per trasformarsi in prototipi della nostra moderna condizione umana, rappresentano altrettanti spaccati dell’animo umano in momenti misteriosi e sofferti.
Ho cercato la semplicità, l’essenzialità. Il rigore di uno stile di teatro spoglio, lontano da ogni effetto, depurato, costruito per levare, fatto più per suggerire che per dimostrare.
Amore. Credo che sia un’emozione fondamentale per vivere. L’origine di quella porzione di felicità che l’essere umano può conquistare oppure l’origine di un enorme dolore.
Se c’è una persona che mi manca, questa è Lara. Lara è stata la prima studentessa erasmus che ho conosciuto da studente erasmus nel settembre 2003, eccezion fatta per quella che ho battezzato “La nana di Dallas”, ossia la stronzetta alta un metro e un cazzo che studiava Scienze Politiche con me a Cagliari e che disgraziatamente ha fatto il viaggio d’andata per Lancaster (ma questa, era un’altra storia).
Lara è bionda, è simpatica, è matura, è bellissima, è intelligente ed è caciarona. Lara è un fortunato mix di uomo italiano (piemontese neh!) e di donna croata (bellissima donna croata, sua madre). Ci chiamavano Katia&Patrick, quando nel 2004, l’Italia impazziva per i due amici casinisti del Grande Fratello4, per Costantino e Alessandra e per Elisa di Rivombrosa (era proprio pazzia). Ci divertivamo, ci siamo sempre divertiti io e Lara. Una macchina fotografica. Un gelato. Un mazzo di carte. Una discoteca. Una barretta di kitkat. Ci bastava proprio poco. Ci è sempre bastata la compagnia reciproca per ammazzarci di risate li in Inghilterra e quando lei è venuta ripetutamente a trovarmi qui in Sardegna o io ripetutamente l’ho visitata al carnevale di Ivrea o a Manchester, o quando abbiamo fatto capodanno a Valencia. Non ci vediamo da allora. Lara mi manca.
Lara sta arrivando. Mancano dieci giorni e ci riabbracciamo. Sono proprio felice.
E’ tanto che non scrivo. Perchè mi è venuto un po’ lo schifo dell’uso che qualcuno può fare di questi spazi e perchè qualcuno viveva la mia vita tramite queste parole. Ma non può essere un problema mio, io voglio assolutamente scrivere, di nuovo, come ai tempi del blog tiscali, il mitico dandy4everdal quale mi trasferii dopo un po’, sia perchè mi attraeva l’idea di un sito tutto mio, sia perchè le minaccie di morte e le persecuzioni di qualche maniaco erano troppo per una cosa che per me era un gioco. Poi è stata la volta di andraskosul quale addirittura sono piovute reazioni spropositate…ma è nulla, davvero, bisogna sempre prendersi le conseguenze di ciò che si fa e fare, senza rendere conto a nessuno.
Quando ti staccherai per ripartire
dall’Isola dei Sardi
con la memoria densa
di favolosi incontri, di paesaggi
senza tempo e di antiche creature
pazienti, allora il cuore,
fratello d’oltremare,
ti peserà come un frutto maturo.
I tuoi occhi e i pensieri stenteranno
in quel commiato a sciogliersi
dalla terra, che quanto più dirada
tremula all’orizzonte,
sommessa più nell’anima s’addentra
con il suo sortilegio. Con un filtro
che ha il profumo del timo del Limbara
e del vino di Oliena,
l’alito dei lentischi,
delle macchie di cisto,
il fiato delle umide scogliere,
il sapore del miele di Barbagia,
la dolcezza dei lidi e dei tramonti
lungo il Golfo degli Angeli,
il colore d’Alghero stemperato
con le sue torri bionde e le sue guglie
tra rive di corallo,
la forza millenaria
dei tòneri d’Ogliastra
e dei graniti azzurri di Gallura.
Questo filtro spremuto alle brughiere
e dal seno dei boschi,
dai vertici dei monti e dal respiro
degli abissi marini
ti correrà le vene in un languore
dolce ed amaro di malinconia
che forse chiamerai mal di Sardegna.
“Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori”
Ho visto ieri con Ga’, Consuelo, Nino e Karen Walker, l’ultimo film di Matteo Garrone, tratto dal bellissimo quanto reale, quanto struggente “Gomorra”, di Roberto Saviano. Siamo abituati. La sala è gremita. La gente alla fine dei 135minuti dice solo la stessa cosa. Peccato.
Peccato che sia un bel film. Peccato che siano storie vere. Peccato che il “romanzo” di Saviano sia stato defnito tale. Peccato che in Italia c’è sempre chi prende le distanze piuttosto che parlare di cò che viene messo in discussione. Peccato.
Madonna mi è sempre piaciuta, ma senza esagerare. Da piccolo, ultimi anni ‘80 e primi ‘90, ricordo che in camera di mia cugina c’erano mega poster con una tizia dai capelli neri e corti che si faceva chiamare come la Vergine Maria e mi stava terribilmente sul grugno. Una stronza. Forse deriva dalla mia infanzia questo distacco verso la signora Ciccone che, ripeto, mi piace, ma senza esagerare. Mai però avrei pensato di trovare una cinquantenne cosi sexy. Sharon Stone a parte (chissà Angelina come sarà).
Quattro minuti per salvare il mondo…canzone dal messaggio geniale. E con la semplicità che si ottiene il massimo, e Madonna lo sa.
The road to heaven, paved with good intentions, yeah
Oggi parto con Karen, Cula, Aki, eccetera eccetera per il mio primo mini campo. Sono molto felice, non vedo l’ora di vivere queste emozioni a me nuove. Non vedo l’ora di iniziare. Ho molte cose da fare e da preparare prima di questo pomeriggio….si va si va….
Trovo un vecchio post, di un vecchio mio blog, di una vecchia vita. E pubblico perchè un sorriso di tenerezza mi si forma in viso. As we were…
sabato 16 luglio 2005
DOTTORE IN SCIENZE POLITICHE….LA FINE DEL MONDO!
Il titolo di questo articolo sarebbe dovuto essere “LA CARICA DEL 101” perché dico subito che il mio voto di laurea è 101 (e va benissimo così) ma già troppe persone hanno fatto l’analogia tra questo voto e il cartone animato di Walt Disney. E così sia: questa è la cronaca di gioved’ 14 luglio 2005, giorno in cui sono stato proclamato Dottore in Scienze Politiche.
Ore 6:13, mi alzo dal letto e accendo il cellulare per vedere che ora è e se la sveglia suonerà presto. Ho una brutta sorpresa nel notare che il cellulare non ha l’orario inserito e che la sveglia non avrebbe mai suonato quella mattina. Per fortuna il mio gattone ha voglia di fare l’amore (non con me grazie a dio) e mi sveglia ogni notte coi suoi miagolii trombatoriali….che se vanno bene il giorno della laurea in cui il cellulare decide di farti arrivare in ritardo, beh gli altri giorni vorresti prendere il suddetto micio e sterilizzarlo con le tue mani. Ma vabbè…whatever
Ore 6:30, sono dieci minuti che sto davanti alla doccia aperta ma l’acqua non si decide a diventare calda. Entro lo stesso ed è talmente forte la sensazione di farsi la doccia ghiacciata alle sei e trenta del mattino, che non riesco neanche a urlare dal freddo, tant’è che un polaretto dolfin che passava di la si è sorpreso.
Ore 7:00, sto davanti alla colazione in attesa di farmi passare il principio di assideramento. Guardo SEX & THE CITY che ho registrato la sera prima e mi rendo conto che fino ad allora mi ero completamente dimenticato di leggere la tesi o preparare un discorso. E mancavano due ore al grande momento.
Ore 7:30, prendo il bus per recarmi in facoltà, andare in macchina coi miei genitori è come chiudersi con un fucile a pompa nella gabbia delle scimmie urlatrici del Nicaragua: o ne esci pazzo tu o ne escono cadaveri loro. Si, perché come è accaduto ogni qual volta mi hanno accompagnato a Cagliari per prendere l’aereo, e quindi molto spesso all’alba non ancora cominciata, arrivati all’asse mediano, i due simpatici esemplari di genitoris snervantibus, cominciano a discutere sulla strada da prendere. Comincia l’esemplare femmina che emette uno sbuffo rumoroso. L’esemplare maschio la ignora e lei sbotta in un “Perché sei passato da qui?”. Lui ribatte “E da dove dovevo passare”. Questo ogni volta, stessi respiri e stesse intonazioni, così come stesse battute. Si prosegue con un “Non lo so da dove dovevi passare, magari non da qui!” dice lei. E lui “Ma insomma se passo da qui…………” e giuro che non so cosa dicono perché arrivati a questa frase il loro dialogo è udibile solo dalle balene francesi e dai cani. E poi io di solito preferisco pregare che l’aereo non cada o che l’esame vada bene. Comunque sia sono andato in bus, dove tutti mi guardavano strano perché ero vestito come neanche Don Johnson in una puntata di MIAMI VICE.
Ore 8.40, arrivo sul posto, finalmente in facoltà, un signore mi si avvicina annunciandomi la fine del mondo fra esattamente cinquant’anni. Devastazioni, alluvioni, terremoti, ecc… e io che dovevo laurearmi quel giorno stavo facendo un qualcosa che fra cinquant’anni sarà superfluo. Giuro che è successo davvero. Come davvero gli ho riso in faccia aspettandomi che mi dicesse che ero su CANDID CAMERA (programma che ho sempre detestato) ma non ero su candid camera e lui era proprio rincoglionito.
Ore 11.00, presento la tesi sulla trilogia di Oriana Fallaci sull’islam e la politica. Un successo, il consiglio di laurea è molto preso dalle mie parole e io mi sento come quando recito su un palcoscenico: dio!
Ore 11. 40, mi laureo con 101/110 e mi emoziono quando la presidente di laurea proclama:
“Coi poteri conferitimi dalla Legge e dal Magnifico Rettore la dichiaro Dottore in Scienze Politiche”. Wow!
Ore 16.00, con la mia laurea davanti agli occhi comincio a preparare stuzzichini e tramezzini vegetariani…e penso: ma a che cazzo è servita sta laurea?
Ore 21.00, inizia la festa con circa sessanta persone affamate come lupi. Ricevo in dono novecentosei penne, quattrocentoventidue bracciali e per fortuna anche due libri. Poi un orrendo set da ufficio in similpelle talmente pacchiano che il look di Marcella Bella dal capello cofanato con la sua maglia “UOMO BASTARDO” scritto in brillantini è sobrio e sofisticato. Poi ancora un profilattico che si illumina al buio e altre cosette simpatiche.
Ore 2.00 di venerdì 15, finito tutto quanto restiamo io e la mia adrenalina. Sono Dottore in Scienze Politiche da appena 14ore circa e ho una pila di stoviglie da lavare. Ma ce l’ho fatta, soprattutto a sopravvivere ad una giornata intensa e suicida.
La laurea come la tesi è tutta per G. e anche alla facciaccia di chi mi odia e non crede in me.
Una delle canzoni della colonna sonora del musical che farò a fine giugno-luglio con Ga’. Questa canzone spacca!!
Feelin’ Good
(Muse)
Birds flying high
You know how i feel
Sun in the sky
You know how i feel
Reeds drifting on by
You know how i feel
It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
And I’m feeling good
Fish in the sea
You know how I feel
River running free
You know how I feel
Blossom in the trees
You know how I feel
It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
And I’m feeling good
Dragonflies out in the sun
You know what I mean
Butterflies all having fun
You know what I mean
Sleep in peace when the day is done
It’s an old world
It’s a new world
It’s a bold world
For me
Stars when you shine
You know how I feel
Said i’ll be fine
You know how I feel
Oh freedom is mine
And I know how I feel
It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life
For me
Ooh feeling good
Ooh feeling good