“Casa” è dove il tuo cuore è.

Nemmeno un mese a Natale. Periodo delicato, lo aspettavo con impazienza per vedere come sarebbe andato. Perché sarà il primo Natale senza quella casa in cui ho passato gli ultimi 31 Natali. Non più i nonni infagottati in strati di lana e gatti sornioni, non più il buon odore dei dolci e dei mandarini e non più quello rassicurante del caminetto acceso. Non più la possibilità di rifugiarsi la dentro mentre fuori fa freddo ed  è caos, non più l’umidità che entra nelle ossa ma va bene comunque, è casa, è sicurezza, e anche se non è “famiglia” è pur sempre qualcosa che le somiglia.

Ho valutato che sarebbe stato un anno di prova (dal 16 gennaio 2015 al 16 gennaio 2016): mi son detto che dopo aver vissuto un ciclo lontano da lì, avrei potuto ricominciare. Invece ho ricominciato ben prima: ho provato a trasformare tutto questo in odio e rancore ma non ci sono riuscito. Eppure si sarebbero meritati tutto il male del mondo da parte mia, ma io non meritavo di darglielo. E si sta bene così, davvero magnificamente. Mi sono rifugiato nei sentimenti positivi verso le persone che mi circondano e di cui mi circondo, invece che di sentimenti negativi verso chi mi ha abbandonato per sempre. Un po’ mi spiace, ma se mi guardo indietro capisco di aver dedicato più tempo a costruire che a distruggere. Sono stato davvero bravo, mi sono comportato da uomo.

Avevo una gran paura, paura di tutto, di sentirmi perso soprattutto, di non poter passare il Natale a casa… ma ho imparato che “Casa” è dove il tuo cuore è.

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