Il personaggio Andrea Ibba Monni in scena a Cagliari «Noi siamo off Fuori dal circuito c’è la creatività»

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dall’Unione Sarda del 13 marzo 2015 “ The vagina monologues” debuttò a New York, nel 1996, nel seminterrato del Cornelia Street Cafè. La sua autrice, Eve Ensler, raccolse duecento testimonianze di donne sul triplice tema sesso, relazioni, violenza. Il testo, ispiratore del VDay, celebrato anche a Cagliari nel 2011, è modulabile quasi all’infinito: cambiate le voci e il loro numero, il risultato non cambia. Si presta dunque a sempre nuove versioni, anche a quella che andrà in scena, sabato 21 e domenica 22, con doppio orario alle 19 e alle 21, al Ferai Teatro Off, a Pirri in via Eroi d’Italia 44. Costumi e scenografie di Heiko Wölffin, make up di Pierre, fotografie di Sabina Murru. Andrea Ibba Monni, regista, attore, e fondatore con Gà di Ferai Teatro, sarà sul palco assieme a Francesca Cabiddu e Katia Massa. «Sarò la spalla di un ping pong tra le due ragazze», racconta, «un narratore che s’infila tra gli undici monologhi delle protagoniste. È la prima volta, nella storia degli allestimenti di questo lavoro, che un uomo appare sul palco. Eva Esler, a conoscenza di questo strappo alla regola, ci ha dato il suo patrocinio. Ho tradotto le pagine originali plasmandole sulle personalità di Francesca e Katia. In più, alla fine dello spettacolo, ci sarà un post scriptum del movimento femminile di libero pensiero “Se non ora quando”. In settanta minuti alterneremo i toni drammatici a quelli divertenti, andremo su e giù per le montagne russe dell’emotività. Questione di equilibri, per non tediare. La mia presenza ci costringe a cambiare ruoli, a un trucco veloce che caratterizzi i personaggi». Come reagisce il pubblico davanti alle dichiarazioni, alle lamentele, alle confessioni, alle accuse, ai proclami espressi dell’altra metà del cielo? «Con entusiasmo. Abbiamo un pubblico curioso e aperto che non si scandalizza. Ci aspetta, ci dà consigli, partecipa. Ci contatta, ci rimprovera, ci sprona, ci segue, pretende ogni volta qualcosa di diverso. Noi siamo fuori dai circuiti nobili, siamo off, non abbiamo finanziamenti, eppure i nostri laboratori sono presi d’assalto». Andrea Ibba Monni, classe 1983, lei ha frequentato l’Istituto Nautico, si è laureato in Scienze Politiche e avrebbe voluto fare il giornalista. «Fu Pierfranco Zappareddu a distogliermi, mi disse che dovevo fare teatro. Aveva ragione, questo mestiere mi si addice. Gà, il mio amico e collega, ha una formazione molto diversa dalla mia, ha fatto il DAMS a Bologna. Io sono pop e trash, lui è pittore, scrittore, videomaker». “I monologhi della vagina” sono stati presentati recentemente al Teatro Massimo, all’ExArt, alla Vetreria. Non temete di essere ripetitivi? «Ogni volta abbiamo fatto il sold out. L’argomento ha spunti inesauribili. Ogni donna ha la sua esperienza, un suo diverso modo di raccontare. Non è difficile trovare le storie, sono tante quante le persone». Alessandra Menesini

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