Ecco come salveremo il mondo.

normalQuesto è un post dedicato ad alcune persone, a determinate associazioni, qualche collega del mondo del teatro. Ma in fondo è dedicato a me stesso (è il mio promemoria) e a chiunque viva su questa terra. Umilmente e dal cuore firmo e sottoscrivo tutto.

È un sentimento cattivo l’odio, perché ci consuma e ci rende di pessimo umore, ci ruba energie che potremmo dedicare a cose più importanti o estremamente futili, ma comunque cose belle. Invece l’odio ci porta a concentrarci su come fare cose brutte in risposta alle brutte cose, su come subire brutte cose che invece dovremmo mandare via con un bel colpo d’indifferenza. Arrivare a odiare significa che quella persona o quella cosa non la vogliamo più nella nostra vita: non sarebbe meglio cancellarla fin da subito?

nodoneC’è un dato di fatto inequivocabile: con la polemica non si risolve nulla. Fare polemica, dare aria alla bocca, farsi sudare la lingua in infiniti blablabla (che spesso sputiamo dalla tastiera del pc tramite i tasti schiacciati dai calli dei polpastrelli) ha mai portato a qualcosa che non fosse altra polemica? È vero o non è vero che sono sempre e solo stati i fatti concreti a cambiare le cose? Perdere tempo a rispondere ad attacchi verbali o informatici ti infogna: se hai ragione dimostralo con le tue azioni, non hai necessità di giustificare né di dimostrare nulla a nessuno; se hai torto abbi almeno la decenza di tacere e non arrampicarti su specchi che renderai sempre più scivolosi cercando di rispondere.

stopE poi ci sono quelli che si ergono a paladini contro ogni forma d’odio e discriminazione e (inconsapevolmente o meno) nutrono e si nutrono di odio, di rivalità malsane, di menzogne e di ghettizzazione: sono quegli italiani piccini di cui scriveva Oriana mia, quelli che battendosi per i diritti altrui in realtà si battono per il loro ego, per sentirsi utili. E te ne accorgi subito perché quando c’è qualcuno che combatte le loro battaglie, invece che pensare che l’unione fa la forza, loro iniziano a dare di matto, a sentirsi minacciati non si sa da cosa e non si sa come. Perfino il volontariato in Italia è una giungla in cui conta più il proprio orticello che il campo di coltivazione globale. Che fare se non tirarsene fuori?

Una volta ho letto una scritta di cui non ricordo esattamente le parole, ma mi ha colpito molto. Diceva pressapoco: commettete atti di gentilezza a casaccio. Ecco come salveremo il mondo.

 

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