Come si cambia.

Certe volte (anzi, come scrisse un mio compagno di classe in terza superiore “c’erte volte”) c’è da restarci secchi. Ti guardi indietro e non ti riconosci più.

Come per l’entusiasmo che quasi non mi fa dormire la notte quando penso che l’indomani mattina andrò in palestra. “Io” e la “palestra” fino a un po’ di tempo fa non andavamo d’accordo neanche in una stessa frase. Come per il fatto di riuscire a tenere i nervi saldi sempre più e di rispondere con un sorriso carico di significato alle situazioni più disparate. Sono diventato la Victoria Grayson del sud Sardegna, sì. Mi sveglio con strane voglie musicali: da un po’ di giorni Rihanna e Mariah Carey.  chi mi conosce sa che le ho sempre detestate. Un po’ come le carote cotte che invece ora riesco a mettere nel minestrone o nel sugo. Certe volte dico “non va mica bene come sono diventato”, ma poi prescindo dalla palestra, dal cibo e dai gusti musicali enon voglio più spararmi. Faccio bene, no?

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