Dieci anni spettacolari! (puntata 2): IL DEBUTTO

2001-2011: compio dieci anni da attore di teatro.  In un paio di puntate vi racconto come è iniziata, come è andata. Nomi, cognomi, esperienze, retroscena, fatti e misfatti senza peli sulla lingua.

SEGUE... [qui la prima puntata]

L’immagine è chiara nella mia mente, anche questa, come tutti gli “eventi” importanti della mia esistenza. Enzo Parodo, il regista che mi ha offerto le occasioni tra le più importanti della mia carriera, quando deve proporti qualcosa non fa grandi proclami e tanto più la cosa è importante, tanto meno ti sembra che stia per cambiarti la vita.

Era iniziato da poco l’autunno del 2001 e dopo una prova nella quale mettevo e toglievo le tracce audio dello spettacolo mi si avvicina Parodo e dà l’inizio alla mia carriera attoriale. Ecco cos’ha detto e cos’ho pensato mentre mi parlava (eravamo per strada, in via Cilea a Quartu, di fronte al civico n°79):

“Andre c’è un problema (imparerò col tempo che quando dice così in realtà è qualcosa che lui ha già risolto nella sua testa) sono disperato (sapessi io quanto sono disperato che muoio dalla voglia di recitare e invece sto a guardare voi!): devo andare in scena coi ragazzi della mia scuola di recitazione (io quelli del laboratorio di Santa Lucia li invidio da morire e li odio tutti, dal primo all’ultimo, anche se non li conosco, perché sono anni che vorrei essere al loro posto!) e mi serve un sostituto alla svelta (oddio…cosa mi sta per chiedere? Non riesco a crederci!!!). Immagino che tu qualcosa su come si recita l’avrai imparata dopo tutti questi anni in mezzo alle palle (e daje, puoi giurarci, cazzo!), tanto male che vada fai una cagata (grazie mille eh! E invece ti dimostrerò quanto valgo), però almeno non mi salta lo spettacolo tra dieci giorni (oddio sto per fare uno spettacolo da attore!). Allora? Ci stai?”.

Inutile scrivere la mia risposta. Però mentre dentro di me urlavo con tutto il fiato in corpo, dissi un “” non curante, come se il favore glielo stessi facendo io. Non si può immaginare come potevo sentirmi alla vigilia del debutto. Sono andato alle prove dello spettacolo “Il sogno di Pinocchio” e un po’ perché non mi conoscevano, un po’ perché avevo stampato sulla faccia “Vi odio tutti perché fate teatro da prima di me anche se io Enzo Parodo lo conoscevo da prima” sono stato accolto come la Nutella nella pastasciutta, Odifreddi in Vaticano. Diciamoci la verità: già da piccolo ero molto determinato, anche se avevo diciotto anni (ma la personalità di un dodicenne) ero lì per restare, per rendermi indispensabile e diventare il numero uno. E ci sarei riuscito.

La parte è multipla: il Carabiniere che “senza punto smuoversi l’acciuffa (Pinocchio) pulitamente per il naso” e il Mangiafoco che starnutisce ogni volta che si commuove. Il debutto è una doppietta, una mattina in cui si facevan due repliche per due scuole. Ricordo solo il rumoreggiare divertito dei bimbi placarsi con terrore alla mia vista (quasi due metri imbottito con cuscini e maschera rosso inferno con barba nera e parrucca arruffatissimi). Entro io/Mangiafoco urlando “Siiiileeeenzioooo!!” e per tre secondi cala una pace da monastero, poi un bambino in prima fila caccia un urlo e scappa dal teatro. Poi ricordo che avevo un mal di testa feroce e che raccontavo a chiunque, nel tragitto teatro-casa del mio debutto sul palcoscenico.

Il resto è buio. Io enorme, sudato e con un sorrisone post coito da far paura.

Iniziava tutto da lì. E dieci anni dopo (2011) di Pinocchio ne avrei fatti ben altre tre versioni in altrettanti laboratori da insegnante (e il cerchio si chiude in questo anniversario importante) tanto da non poterne più di fatine, burattini e grillacci del malaugurio.

E poi? Poi inizio la collaborazione con varie compagnie e gruppi teatrali più o meno noti, più o meno validi. Nei prossimi post sviscero un po’ di cosette e vediamo un po’: mi becco più denunce oppure mi fanno smettere di lavorare in Sardegna?

CONTINUA...

2 pensieri su “Dieci anni spettacolari! (puntata 2): IL DEBUTTO”

  1. Il mio compito? ‘creare’ un costume per Mangiafuoco che facesse diventare ancora più grande un ragazzone di quasi 2 metri per circa 100 chili di peso. Ci sono riuscita Evviva, Enzo era entusiasta, non tanto i bambini che tremavano dallo spavento quando Mangiafuoco entrava in scena. Ero felice e nello stesso tempo preoccupata. Non è un mestiere che si può augurare ad un figlio, quello dell’attore, e io avevo il sentore che quella recita avrebbe segnato la ‘svolta’ nella vita di mio figlio. Così è stato.

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