Dieci anni spettacolari! (puntata 1): BORN THIS WAY

2001-2011: compio dieci anni da attore di teatro.  In un paio di puntate vi racconto come è iniziata, come è andata. Nomi, cognomi, esperienze, retroscena, fatti e misfatti senza peli sulla lingua.


Nel 1992 avevo 9 anni, pesavo duecento chili ed ero antipatico. Come adesso, ma si sa: da bambini le cose sono amplificate. Grasso e antipatico. Un bambino solitario che moriva dalla voglia dalla voglia di essere al centro dell’attenzione. Come adesso, ma si sa: da grandi la personalità è ancora più complessa.

A quel tempo, mia madre, Susy Monni, riceve l’invito del cabarettista sardo Giampaolo Loddo (che stava iniziando a dimostrare ai sardi quale grande attore era, sia comico che drammatico) di recitare con la compagnia Teatro Studio di Sergio Murru ed Enzo Parodo. Ho faticato un paio di mesi prima di convincerla a portarmi alle prove di “Su Vapori”. Dio solo sa quanto ho pregato, giurato e scongiurato. Ufficialmente era preoccupata che disturbassi il lavoro (in quanto grasso e antipatico?), ma credo lo facesse per liberarsi di me almeno un paio d’ore al giorno e per non fare la figura della poco professionale che si porta il pupone appresso. Non sapremo mai la verità.

Ma alla fine ce l’ho fatta e per sei anni non mi sono perso una prova o una data delle tournée che mia madre faceva in giro per la Sardegna con la compagnia. Un’ombra. Una disgrazia. Volevo che capissero tutti che anche a me interessava recitare. Cercavo in tutti i modi di dirlo ai capi. Ho perfino smarrito ad hoc una pagina di diario fasulla nella quale dichiaravo questa mia grande passione. Non l’ha vista nessuno, credo.

Era il 1998. Me lo ricordo come se fosse ieri. Enzo Parodo mi dice qualcosa del tipo: “Sei sempre in mezzo alle palle, qualcosa l’avrai imparata, no? Stai qui a mettere le musiche allo stero e vediamo se riesci a coordinare i tecnici audio-luci. Io sarò in scena e mi serve qualcuno che segue lo spettacolo”. Aiuto regista e Assistente di scena per “Mialinu“, regia Enzo Parodo. Mi sentivo il quindicenne più potente del mondo perché avevo iniziato la mia strada verso quello che volevo per la mia vita.

Così ho continuato, anche nei successivi anni, a lavorare nel backstage per la stessa compagnia che mi ha voluto anche per “Su Stani“: stesso regista, stessa problematica (lui era anche in scena) e soprattutto l’opportunità di avermi gratis. Tanto ci sarei stato. C’ero sempre. Dal 1992 ero sempre “in mezzo alle palle” per cui almeno davo un senso alla mia presenza. Ero frustratissimo perché morivo dalla voglia di stare sulla scena, non dietro le quinte.

Se all’epoca avessi potuto immaginare cosa significasse essere qualcuno, ecco: io ero qualcuno. Sempre considerandomi l’ultima ruota del carro, sempre mascotte del gruppo (e quindi bistrattato e deriso, poco considerato), io però ero frustrato ma allo stesso tempo ero felice perché “lavoravo” in teatro. Oltre Murru, Parodo, Loddo e mia madre, ho lavorato con Antioco Usala, Lella Medas, Rino Meloni, Simona de Francisci, Romina e Stefania Musinu, Maria Antonietta Usai, Anna Pia e Rita Celena. Così, per non dimenticare nessuno.

Conoscevo tutto a memoria: ogni battuta, ogni nota, ogni copione tecnico, ogni tic, mania e vizio degli attori. Quelle persone mi hanno insegnato a recitare senza saperlo. Potevo sostituirli benissimo e in qualsiasi momento (e infatti in qualche prova è successo). Ho imparato da loro quasi tutte le basi del mestiere e anche a come ci si comporta e come non ci si comporta sopra e giù dal palco. Non sono stati tutti esempi umani e artistici sempre e solo positivi, ma è anche per questo che credo di aver assimilato bene tutte le cose che so.

Ero li a dire ai tecnici quando mettere quella traccia musicale e quando preparare il cambio luce. Quelli mi guardavano come si guarda una cacca di piccione e un po’ riluttanti eseguivano. Se le cose andavano bene mi sentivo parte di una grande famiglia, quando le cose sono andate male mi sono sentito in colpa fino alle lacrime.

Avevo quindici anni e sentivo una grande responsabilità sulle spalle. Ma io volevo recitare.

CONTINUA...

3 pensieri su “Dieci anni spettacolari! (puntata 1): BORN THIS WAY”

  1. mi piace davvero il tuo modo di raccontare e raccontarti..benevolmente spietato….ma c’è tanto di quell’amore per questo lavoro…per quel bambino grasso….saper ridere o sorridere di se..da un tale senso di libertà… impermeabilità e quindi forza per attraversare ogni fiume tumultuoso della vita! Bravo Andrea…attendo altre puntate!

  2. E’ facile dire adesso che avevo già intuito la tua passione per il teatro, tu, forse non ricordi ma nel 1988 (e avevi 5 anni), quando insieme a Lucio Salis registrammo quelle puntate (forse una quindicina) per una televisione straniera (credo), ti portavo con me sul set e tu, da bravo bambino (eri enorme, molto alto per la tua età e per niente grasso ma ‘in carne’) restavi per tutto il tempo a guardare e io sapevo che ‘la spugna’ che era in te, stava assorbendo tutto quanto. Ricordi come imitavi, alla fine delle riprese, i gesti di Antonello Salis? Ecco, allora ho capito che mi somigliavi tanto e che la mia ‘malattia’ per il teatro, l’avevo trasmessa almeno ad un figlio: il mio diamante preferito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...