L’Amore si chiama Giulia (parte seconda)

No, mia nipote Giulia non pensa di essere Lady Gaga. È Lady Gaga che crede di essere mia nipote Giulia. La ragazzina ha sei mesi, ed è stata paparazzata in spiaggia, in Sardegna, dove vive dall’inizio del 2010 (foto sotto). Nata in tutta calma (18 ore di travaglio nelle quali mia sorella urlava come un tifoso alla finale dei mondiali), Giulia se la vive e se la gode con altrettanta leggerezza: mangia quando vuole, dorme quando crede, gioca quando non fa le prime due cose. Io le dico sempre: “Goditela finché dura, perché non appena inizierai a parlare e camminare, cominceremo a tediarti con mille non-si-fa, non-si-deve” ma lei mi guarda con un’espressione che non fa trasparire tanto accordo.

La parte più divertente della faccenda è che la piccola ha preso per il naso gran parte dell’umanità che le gravita attorno: nulla di nuovo che chi le si rivolge parli come un deficiente, il fatto è che lei finge di apprezzare salvo poi fare una faccia disgustata non appena la persona gira le spalle. Al sottoscritto prende palesemente per il culo: mia sorella, sua madre, mi ha chiesto di parlarle tassativamente in inglese e la piccola Giulia, per ora ferma a un esuberante “Hello!” guarda lo zio, cioè me medesimo, come potrebbe guardarmi tra 70 anni, quando sarò un vecchio rincoglionito che le dirà di come-si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio.


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