Di amore leggero

Siete un uomo di fumo non è vero? Già vedo benissimo, e in questi giorni mi sono molto interessato al vostro caso, ma perdonatemi non posso approvarvi che in parte. Avete senza dubbio merito grandissimo, ma come si fa a non completare il vostro prodigio? Da che eri sul fuoco, dovevi bruciare fin in fondo. Che interesse è il vostro di tornarvene qua, mezzo cotto e mezzo crudo? Siete nelle mie identiche condizioni… e sono le peggiori che possano capitare ad un uomo.Quel pazzo di mio padre mi agguantò le caviglie quando m’ero lasciato andare nel più bel salto del mondo: chi è più mentecatto tra me che mi voglio uccidere e gli altri che non vogliono?

Voi amate Dio? Dio è tutto, Dio è nulla, giacché la perfezione creata dagli uomini non può essere che il nulla, hanno voluto dare un nome al nulla e lo hanno fatto diventare qualche cosa. Come voi, voi siete ancora qualcosa, il fumo non è nulla, è fumo, come Dio, che è nulla e non è più nulla dal momento che è Dio. Voi potreste essere un Dio per gli uomini, perché gli uomini hanno bisogno di dare un corpo al nulla: che il nulla si possa vedere e anche toccare, che si possa dipingere sopra la tela, scolpire nel marmo e nella pietra, descrivere sulla carta, e a poco a poco vi accorgerete che ha un naso come il vostro e un fazzoletto per poterselo soffiare  quando è raffreddato, e una bocca con la quale finirà per dirvi un sacco di fesserie, delle gambe per andare dove voi stesso vorreste andare, delle orecchie per stare a sentire le scempiaggini che vi vengono in mente. E una volta che lo hanno fatto diventare un pidocchio come loro, non gli piace più. Sapete perché gli uomini pregano Iddio? Lo sapete perché? Perché li tenga da lui il più lontano possibile. Se il Diavolo fosse sopra la terra sarebbe il loro Dio, non ne vorrebbero un altro, e chiederebbero di stare con lui in eterno.

Non vogliono mai morire e considerano la morte la disgrazia più grande. Non appena hanno un morto per le mani incominciano a lamentarsi e non la finiscono mai di trasportarlo con tutti i mezzi e sulle spalle, e lo posano e lo ripigliano, seguono a trastullarsi con lui e finché non l’hanno visto tutti non smettono di cantare. La verità è che sentono dalla nascita, nel loro corpo, la puzza del cadavere. Sentite questo fetore orrendo che ammorba l’aria? Sentite che cosa riprovevole? Ebbene non siamo mica noi, Sappiate, non siamo noi per nulla, il porco che fa tanto puzzo è questo morto che portiamo sopra le spalle, lui e non altri.

Gli uomini innalzarono a Dio grandi quantità di torri per avvicinarsi a lui quanto possibile e per gabbarlo nel modo più fine. Non dimenticatevi mai di Alloro, signor Perelà, perché io e te siamo leggerissimi…

Il Codice di Perelà

Aldo Palazzeschi

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