Pupi Avati mi ha lasciato senza fiato

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Giovanna Casali è particolare, sola, sensibile al mondo che la circonda. Suo padre, Il papà di Giovanna, cerca di infonderle coraggio e autostima, ma forse le causa ancor più dolore. Sua madre è un personaggio ambiguo, doloroso a modo suo e distante in molti sensi. L’Italia è quella di Bologna durante l’apogeo e la disfatta del regime fascista.

Alba Rohrwacher si dimentica, a un certo punto del film, di recitare secondo lo schema moderno di recitazione in Italia (parlando sbiascicato con il lieve accento romano e la voce un po’ roca) ed è strepitosa, fa venire i brividi e ti dispiace che un anno fa, al momento in cui è stato girato il film, non era un’attrice tanto popolare da avere più scene nella pellicola, perché se le meritava tutte quante e anche di più. Silvio Orlando, sempre uguale a se stesso ma sempre azzeccato nel ruolo dell’italiano medio già visto (sia lui, sia il ruolo, sia lui che interpreta quel ruolo): meno male che il film era davvero bello, perché ha “salvato” la banalità dell’interpretazione del personaggio principale del film. Francesca Neri è perfetta, incarna il ruolo in maniera precisa, senza strafare, con una semplicità che la rendono ancor più vera del vero: stra-brava. E mal si digerisce quel volto piegato al botulino o a qualsiasi vanità che gli è stata inflitta, pare che sia un travestito struccato (e tu sei lì che pensi che se la Neri avesse un viso come Madre natura le diede, le lacrime ti sarebbero scese a fiotti  e il sangue avrebbe ribollito a puntino mentre guardavi il film); ma le perdoni anche e sopratutto di aver prodotto il film più brutto del mondo quattro anni fa (Melissa P.).

Ti lascia interdetto il film di Pupi Avati, regista senza pregiudizi che dipinge l’ennesima opera d’arte, utilizzando ancora personaggi televisivi. E tu pensi che lo faccia apposta a sfidare questo tabù italiano che non “sporca” il film d’autore con gente dello spettacolino catodico. Invece ecco il re di “Striscia la Notizia” Ezio Greggio interpretare un bel personaggio in “Il papà di Giovanna”; ecco la presentatrice Paola Saluzzi e la star delle soap operas Eliana Miglio nel 1999 recitare in “La via degli angeli”; nel 2001 San Raul Bova delle fiction in “I cavalieri che fecero l’impresa”; Vanessa Incontrada da Zelig in “Il cuore altrove” del 2003; “Ma quando arrivano le ragazze” del 2004 ha come protagonista Vittoria “di Rivombrosa” Puccini; Nel 2005 il soprano Katia Ricciarelli recita in “La seconda notte di nozze” e poi fa una memorabile edizione del reality show “La Fattoria”; e quest’anno ne “Gli amici del bar Margherita” è un fluorilegio di star tv con Luisa Ranieri, Fabio de Luigi, Katia Ricciarelli, Gianni Ippoliti e il cantante Cesare Cremonini.

Il coraggio di sfidare un tabù viene sicuramente ripagato al botteghino da nomi di richiamo, ed è una bella sfida che Avati vince sempre.

Per la prima volta in ventisei anni, ieri mentre guardavo rapito “Il papà di Giovanna”, ho avuto voglia e quasi necessità di fare del cinema.

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