Londra 12-19 maggio 2009

19 maggio 2009, mezzanotte passata all’aeroporto di Luton, tra sei ore circa aprirà il check-in del volo EsayJet per Cagliari Elmas e non so ancora se seguire l’esempio di Ga’ e dormire, oppure vivere questa notte qui in maniera bizzarra. Non so come, ma “bizzarra” è sicuramente l’aggettivo giusto per la notte che mi si prospetta davanti. Tutto avrei immaginato, ma non che Ga’ si mettesse a dormire come un sasso questa notte. Beato lui.

Per i motivi che spiegherò, se fossi inglese sarei un ventiseienne grassissimo e molto superficiale,  destinato ad avere problemi di deambulazione per via della mole corporea e problemi al fegato per via dell’alcol e del junk food a valanga, forse. Oppure sarei una persona esattamente come sono, cioè un lottatore: perenne lotta con la bilancia e perenne lotta tra eclettismo e superficialità culturale. Ma sono sardo, anzi italiano o comunque entrambe le cose e ho passato una settimana bellissima a Londra con la mia dolce metà da quasi due anni, per festeggiare i trent’anni della mia carissima amica Lara. Grazie al cielo non sono inglese, perché potrei essere un ciccione superficiale. Oppure un teatrante pieno di stimoli? Un attore famoso? Meglio non pensarci troppo.

Questa settimana Pret-A-Manger, Gregg’s, Caffè Nero, Starbucks, Carluccio’s, Paul’s, WHSmith, Bar&Grill and so on mi hanno sfidato a duello con la loro presenza costante e la pressione fortissima sulla mia fame. Hanno vinto of course, la pressione psicologica si è ben incontrata con la volontà di non negarmi nulla di nulla e di straviziare chiunque fosse nel mio raggio d’azione CIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBOCIBCIBCIBCIBOCIBCIBOCIBOCIBOCIBCIBOCIBOCIBCIBO A Londra non manca il cibo, il cibo è dappertutto, il cibo è troppo, il cibo è da vomitare i succhi gastrici. ENOUGH OF THAT!

Non so quanto abbiamo mangiato e camminato, ma abbiamo di sicuro sostenuto e perpetrato la cultura occidentale consumistica in tutto e per tutto.

  • Abbiamo sfruttato la Oyster Card ogni giorno e più volte al giorno, facendo della Tube la nostra migliore amica (abbonamento weekly), abbiamo svaligiato H&M tra scarpe, camicie, orpelli di ogni genrere, forma, dimensione e colore.
  • Abbiamo visto tutto ciò che c’era da verdere, perfino Greenwich e Chelsea e un’infinità di musei: arte fruibile per tutti quanti, musei pieni di ragazzi e bambini, un esempio di civiltà pazzesca.
  • Abbiamo calpestato ogni centimetro di Soho sino a finire nella toilette pubblica dove pare sia d’obbligo la messa in mostra del pisello.
  • Abbiamo alloggiato in un monolocale convenientissimo in rapporto alla qualità del posto e alla sua ubicazione (tra la zona 1 e la zona 2 a tre minuti dalla fermata della tube station).
  • Siamo stati perfino al binario 9 e ¾ in cui molte volte ho visto Harry Potter prendere il treno per la scuola di Hogwards.
  • Abbiamo cenato a Covent Garden e nei migliori ristorantini del centro, Soho e Carnaby Street e festeggiato Lara nell’esclusivo Prohibition nel quartiere della City e poi nella discoteca da urlo Ruby Blue (quella di fronte al cinema Odissea in cui ci sono le più importanti premieres del cinema occidentale per intenderci).
  • Ho visto Ga’ e la sua espressione impagabile quando ha aperto gli occhi per la prima volta su Piccadilly Circus e Backingham Palace (perché l’ho costretto a chiuderli prima di arrivare così da avere una visione a impatto dei due simboli della città) ed era felice e io ero felice.
  • Ho rivisto David T, il ragazzo che mi ha aiutato e sostenuto quando in erasmus avevo l’ambizione di recitare in inglese con una compagnia inglese e ci sono riuscito, arrivando perfino a esserne regista. David è stato un amico e per me è insieme a Lara, Claudia e Laura il simbolo umano del mio erasmus. Ed è arrivato da Wimbledon per salutarmi e raccontarci la vita dopo cinque anni, bere insieme e scatenarci in discoteca come ai vecchi tempi.

Londra è più bella, la gente meno alienata e frustata, tutto pare più bello e pulito: un po’ come tornare a casa e con piacere scopri che qualcuno ne ha avuto cura per te. Ho vissuto in Inghilterra per un anno e Londra non mi è mai sembrata così bella. Forse l’ho vista con altri occhi stavolta.

La vita è meravigliosa, perché quando sei in credito di felicità, salda sempre il debito in un modo o nell’altro. Non parlo solo del viaggio, parlo in generale del fatto che ho trovato la strada giusta e ogni giorno di più me ne rendo conto. E devo tutto al mio passato fatto di sofferenza e di incontri, di gavetta e di umiltà, un passato con cui faccio i conti serenamente, con gioia e tenerezza. Sperando di avere tutta la vita davanti ancora.

QUI TUTTE LE FOTO DI LONDRA CHE PIANO PIANO INSERIRO’

E il prossimo viaggio è già in fase di programmazione.

7 pensieri su “Londra 12-19 maggio 2009”

  1. è proprio vero.. Londra ha il potere di far sembrare tutto più bello.. tutto ha un altro sapore e vedi tutto sotto un’altra luce.. la luce di k guarda una cosa e rimane meravigliato con poco.. ci sono stata già due volte e spero ke ci sia presto una terza, sempre con le persone giuste e al momento giusto.. Grazie Andre per aver risvegliato in me tanti bei ricordi

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