Jackass

hfg4-444-11fg8e5rtre1Mia madre mi ha spaccato le palle con la frase: chi è causa del suo male pianga se stesso, quando ero piccolo, duttile e malleabile come un qualsiasi metallo del cazzo.

Mia madre ha sempre ragione.

Aveva ragione quando mi diceva che quell’amicizia non era sana., infatti era un “amico” che cercava in me il padre che aveva appena perduto e l’amore che non aveva mai avuto. Aveva ragione quando mi diceva che quella ragazza non era quella giusta, infatti ora sto con un uomo. Aveva ragione quando col sopracciglio sollevato (che ora è mio) ripeteva chi è causa del suo male pianga se stesso, infatti ora sto qui a pensarci su.

Su che cosa?

Sul fatto che voglio fare il coglione in giro, spassarmela senza pensieri e senza tema del domani. Ma già se parlo come mio bisnonno è indicativo. L’avevo già detto e lo spiego meglio: io sono visto come una roccia, un approdo, un punto di riferimento. Nonostante io non voglia esserlo. Tre fattori sono a mio sfavore:

1. Sono troppo educato; dico buongiorno e buonasera, do del Lei a chi non conosco, non emetto aria dalla bocca o flatulenze dabbasso, non sono molto greve. Diciamo che in una scala universale io sono greve quanto Rita dalla Chiesa. Ecco, mi sono spiegato. Ecco perché ho dovuto convincere i miei amici che non mi importava se si sanciva il rutto  libero mentre si beveva o se volevano fare i cretini senza tregua. Non è detto che se io non lo faccio gli altri non devono. Sono cresciuto con la convinzione di non essere divertente, non essere simpatico, non essere ben accetto, ecco perché non faccio le cose che fanno loro. Mi vergogno, that’s all. Sono laureato, è un problema. Uso un italiano pressoché corretto. Ricordo ancora in prima superiore che misi forzatamente la parolaccia nel mio parlare, perché mi prendevano in giro. Non sto scherzando.

2. Sembro permaloso come una merda; con me basta arrivare con dieci minuti di ritardo per più di due volte di seguito che apro il mio quaderno con la copertina nera come la pece e segno con il sangue il nome dello sciagurato. Io ho bisogno, un bisogno fisico , di dire alle persone cosa c’è che non va. Perché così loro mi diranno cosa non gli piace di me e io cercherò di migliorarmi, di crescere e di fare del mio meglio. E poi una volta che dico cosa non mi va tutto passa, finisce e ti puoi fare anche i tuoi 10 minuti di ritardo, le carte sono in tavola. Invece, giustamente o meno, io dico cosa c’è che non va  e divento la merda secca spaccapalle. Ovviamente e senza dubbio non è il massimo ricevere un cazziatone da un amico, ma lo giuro sulle ragazze di Non è la Rai, non lo faccio per essere stronzo, è solo voglia  e necessità di schiettezza.

3. Sono sinceramente premuroso. Questo a mio avviso è il vero dramma, la vera colpa: chiedere a qualcuno come sta. Perché li inizia il declino della serata, la discesa verso la noia, la serietà, le lacrime. Ispiro troppa fiducia e questo certe volte non è un bene. La gente con me sente questa enorme voglia: dirmi le cose più tristi e deprimenti che hanno vissuto. Come se io potessi risolvere, farci qualcosa. Ed ecco che in una serata promettente si parla della demenza senile, di religione, di politica, di prostata, di divorzio, di aborto, eutanasia….certe volte vorrei spararmi. Io sono solo uno che si informa e che per il lavoro che fa tocca cose serie, non ho voglia di impelagarmi in cose pesanti anche quando esce con gli amici. Ma questo non è sempre positivo.

In sostanza: voglio fare bagordi, voglio fare cazzate, voglio fare senza pensare. Non voglio più essere visto e considerato come la coscienza, il guru o la roccia. Voglio essere un punto confuso nella massa una volta tanto. Certo è colpa mia, mi piaceva questo ruolo, appagava il mio ego, mi faceva sentire utile. Ma poi la gente mi tratta come tratterebbe Rita Levi Montalcini in birreria  e questo non va.

Voglio essere uno di Jackass….

16 pensieri su “Jackass”

  1. bè puoi sempre provarci
    ma poi sei sicuro che l’immagine riflessa allo specchio ti piacerà?
    sei sicuro che tutto quello che sei non ti mancherà?
    c’è solo un modo per saperlo….

  2. Non che tu sia male …

    Il tuo curriculum è a dir poco sorprendente ,

    così giovane e così tante cose .

    Però che “frocio straordinario che sei “

  3. Daiiii che ho prenotato la stanza doppia Andre, primo piano con vista su mare ( poster) …. Male che ci vada viaggiamo in coppia!!!! Hihihihihihi 😉 ;*

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