Il nerd- la figura che più di tutte mi sta simpatica, perchè comunque porta il suo status con fierezza, è quella del topolino del computer. Sa tutto del pc. Gioca on line. Continuamente. Non ha una relazione, non solo sentimentale, ma proprio sociale. I suoi “amici” sono dei nick name con degli avatar. Ma a lui non importa, anzi va-bene-cosi perchè il nerd non “c’ha voglia” di uscire di casa (dalla stanza col pc), di lavarsi, di cambiare pettinatura. Lascia la sua dimora solo per andare nei negozi di videogames e criticarli tutti, dal primo all’ultimo. Tanto glie li regalano a Natale i suoi genitori, che non avendo capito un cazzo del figlio, gli forniscono gli strumenti della sua prigionia.
Il teatrante- ha fatto un laboratorio teatrale. Magari a scuola. Punto. Però è un artista, vive d’arte, ha un myspace o almeno un triste blog di messenger nei quali scriverà il suo curricula: il laboratorio teatrale, magari scolastico di cui sopra e se la carriera prende una buona piega, il provino fatto per entrare nella scuola di Amici (ovviamente non è passato perchè quelli-la-sanno-già-chi-prendere). Mica cotica. Il teatrante ama David Lynch perchè sa che è difficile (non di rado hai quello che ti interpreta la trama di Mulhollan Drive a tutti i costi), adora Wong Kar Wai e Chan Wook Park perchè sa che sono coreani (e il regista coreano è l’ultima tendenza in fatto di teatro) e sopratutto ha un mito in assoluto: Fioretta Mari, l’insegnante di Amici. “Speriamo che legga il blog, cosi lo sa anche lei.” Molto spesso anche questa figura è un gayatuttiicosti ma senza la variante carismaticoatuttiicosti, cosa che lo rende una primadonna finto etero che sfrocieggia ma sta nella massa. Perchè la concezione del “frequentare l’ambiente teatrale se si vuole fare teatro” non implica che tu abbia personalità, quindi non puoi neanche fingerne di averne. Anzi…
Ma in che società bacchettona, perbenista e perversa viviamo? In quella del Gay a Tutti i Costi (GTC) che scopre la sua omosessualità dopo tutte le altre persone che lo conoscono, cioè è una checca sperticata, ma nega a se stesso ciò che il prossimo suo ha capito da tanto tempo: Antonella Clerici a confronto sembra Clint Eastwood. Una volta che la scoperta è avvenuta, il GTC non parla d’altro che delle sue preferenze sessuali con la faccia di chi sente perennemente puzza di cacca (fa lo snob, il posh) e il sorriso di chi ce l’ha fatta (e che cazzo): alla domanda “come stai” amerà rispondere “come un pisello nel suo bacello di carne”, quando gli chiedi “che ore sono” dirà “le 16e30 e mi piacciono i muratori, quelli belli tamarri che ti prendono e ti sbattono”. Si farà le meches, i capelli biondi, ricci e poi lisci coi riflessi rossi, poi si raserà, si farà un piercing e andrà in palestra (che faccia ginnastica o meno). Non si perderà una puntata di Amici e un concerto di Tiziano Ferro e Carmen Consoli, si metterà con un’altra checca maligna ma non durerà a lungo perché s’ammazzeranno a borsettate. Il GTC ha quel qualcosa del CTC che ne farà una persona fondamentalmente sola: la povertà d’animo. Ma (e qui inserisco l’aggiornamento al profilo dello stereotipo) il GTC è il peggior nemico di se stesso, l’omofobo per eccellenza. Perché chiudendosi nel ghetto individuale e poi i quello sessuale (frequenta solo amici gay e amiche grasse e/o sfigate) esclude a priori chi la dentro non ci sta o non ci vuole stare. E’ infastidito da chi se ne frega di queste cose e osa “sbandierare” a tutti i propri gusti sessuali. Cioè: va bene se a casa con amici “fidati” non fai altro che parlare di cazzo, ma se osi tenerti per mano in pubblico col tuo uomo (o la tua donna) o addirittura baciarlo/a oppure ti permetti di dirlo ai tuoi genitori, perfino agli amici comuni “sei un esibizionista, vergognati! Frocio che non sei altro!”. Ecco chi è il GTC. Ecco qual’è la società che gli permette questo. Cambiamo le cose?
Il carismatico a tutti i costi- vuole per forza essere il leader del gruppo perchè gli manca (o in passato gli è mancata) un bel po’ d’attenzione e di personalità. Ha bisogno di un gruppo per potersi affermare, quindi di gente con meno personalità di lui. Fa le scenate più pazzesche, invoca paroloni stile libertè-egalitè-fraternitè che stia parlando di politica o di telefonia cellulare di ultima generazione: basta non farsi capire dagli adepti e tutto andrà bene, fare la voce grossa di solito funziona sempre. Dice il saggio (Ga’): a furia di dire che è biondo, biondo, biondo, biondo, biondo, la gente comincia a vederlo un po’ castano. Il CTC è ombroso, ha sempre qualcosa che non va, c’è sempre qualcuno che ha minato la sua serenità, che ha ostacolato il suo regno, che ha osato sfidarlo, magari solo uno che gli ha detto le cose in faccia, tanto basta affinchè si senta avvilito e che usi questo evento per impietosire il suo entourage con le sue fisime di perenne incompreso, semplicemente perchè per essere leader, ma non avendone gli strumenti, quando caghi fuori dal seminato, ti devi pur giustificare in qualche modo. Fondamentalmente però odia i suoi “adepti”, perchè:
- Il CTC maschio ha anche microdimensioni genitali (si, ce l’ha piccolo e spesso, proprio per questo, è pieno di corna fino al soffitto), ed è anche per questo che si sente sempre in competizione: sembra che il fatto di avere un pisellino sia motivo di odio verso il prossimo di sesso maschile a prescindere.
- La CTC donna ha invece il ragazzo dai microgenitali, e qua la situazione è ancora più problematica, perchè la frustrazione del soggetto in questione tocca vette altissime. Vede in ogni donna “una stronza fidanzata con uno che in paragone al mio è Rocco Siffredi e magari se ne lamenta pure” e in ogni uomo vede “uno stronzo che potrebbe rendermi felice ma s’è messo con quella stronza perchè chi si somiglia si piglia”.
Fintoesteta- Una tipologia di persona che mi fa molta tenerezza, perchè ha un non so che di affine a come sono io. Intendiamoci: io non sono un fintoesteta, ma conservo una sorta di empatia mista a tenerezza con chi darebbe un senso filosofico e antropologico perfino a una peretta di scamorza affumicata. Perchè fondamentalmente, quello che chiamo fintoesteta è una persona che sa, ma che forse sa troppo e sa a sproposito. Approfitta di un qualsiasi argomento per ricondurlo all’ultimo libro letto, che mai è un “Oggi cucini tu” dell’allegro duo Antonella Clerici-Anna Moroni, e neanche un banale libro di qualche comico di Zelig. Il fintoesteta legge sempre e solo filosofia e saggistica. Che magari è anche vero, ma sai che noia. Spesso questo tipo di persona non ha molta possibilità di socializzare, perchè si preclude parecchi legami ogni volta che apre bocca:
-”Come va?”-
-”Come direbbe Freud….”-
e che palle!
-”Dove andrai in vacanza?”
-”Hume aveva un pensiero abbastanza singolare della parola parola vacanza”-
uffa!
-”Sei innamorato?”-
-”L’amore è, come scriveva Andy Warhol…”-
ma sparati!
-”Ti voglio bene”-
-”Vuoi il mio bene o vuoi bene a me?”-
Il fintoesteta perde spesso e volentieri l’occasione per tacere. Si facesse ogni tanto una risatina davanti a un film di Vanzina.
(che forse è un po’ troppo greve, ma come ho già scritto, solidarizzo col fintoesteta e suggerisco un filmetto di Cameron Diaz, che almeno non è farcito di comicità aerofagica).
Fasciocomunista- Li detesto i fasciocomunisti come detesto l’ignoranza, e loro sono una ovvia esternazione dell’ignoranza. Questo è lo stereotipo più comune della società e identifica una persona che, ignorando qualsiasi nozione storica e politica, si definisce un “-ista” che sia fascista o comunista, è comunque molto confuso, volente o nolente. Odia tout court: la destra ignorante caprona, i politici arraffoni, il Nord America, Bush, Sarkozy, Briatore (si, anche Briatore ma non so la Gregoraci). Oppure abbasso: la sinistra lurida ottusa, i politici arraffoni, il Sud America, Bertinotti e la Parietti (si, anche la Parietti). Per la verità, il fasciocomunista non ha una propria identità spiccata, brancolando nel buio più totale è il comunista che è contro l’aborto e si fa dieci ave maria ma s’ammazza di canne e scoperebbe anche con un parente prossimo. Oppure vota Berlusconi ma non lo dice, va in vacanza a Cuba e non legge la Fallaci perchè è di destra. O di sinistra. O radicale. O morta “quindi che senso ha”. Mi fa schifo il fasciocomunista perchè continua a imbrattare le schede elettorali senza coscienza. Mi fa schifo perchè pretende di definirsi democratico e poi si fa dare una raccomandazione o la dà. Mi fa schifo perchè pretende di abusare della società e poi dà le colpe a “gli altri”. Gli altri come lui (o lei).
Psyco- Figura emblematica della socialità, fu il primo tipo di persona che inquadrai nella mia vita e che ultimamente è molto in voga. E’ colui, o colei che prende la vita un po’ alla Marion Crane: diciamo che viaggia molto con la mente e quando tutto va bene, i problemi se li inventa. Chissà come mai nasce questo bisogno di crearsi rogne col prossimo o con se stessi, le persone psyco ammettono tra le lacrime di essere afflitte ma non riescono a spiegare perchè litigherebbero anche se la vicina di casa fosse Rita dalla Chiesa. Le persone psyco sono serene, ci parli, puoi riderci e scherzare e poi te le ritrovi improvvisamente con sguardo assente e subito assassino. Come la bimba dell’esorcista sono pronte a camminare a testa in giù sputando sangue. Perchè? Forse sentono le voci? Nessuno psyco ha mai rivelato. Conosco due psyco: una di questo tipo e l’altra che ha una storia d’amore con un commesso di una libreria. Ma lo sa solo lei. E spende un sacco di soldi in libri che forse farebbe meglio a leggere.
Misteri della vita.