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Meno quattro

28 dic

Oggi mi sono svegliato di pessimo umore.

Sarà che sono andato a letto immerso nella stesura del “pezzo” che Francesco mi ha mandato : una bomba. Una bomba di emozione e di sensazioni. Ecco perché decisi di portare sul palcoscenico quelle parole (teatralizzandole): perché è un testo universale che parla anche di me, parla di tutti. E anche questo giro Francesco ha fatto centro secondo me. Non so perché non si apra un bel blog suo e non gliel’ho chiesto, intento com’ero ad asciugare i lacrimoni. Dice che gli piace come scrivo e ciò che esprimo. E poi lo proteggo: non si chiama Francesco e forse non è neppure un uomo. A qualcuno dissi che ero io. Ma la verità è che non rivelerò mai e poi mai chi è Francesco: è stato troppo generoso con me per meritarsi una banalizzazione così.

Oggi mi sono svegliato di pessimo umore.

Sarà che ho sognato che tra due mesi esatti al prossimo spettacolo di Ferai Teatro (che ancora non abbiamo rivelato) il pubblico va via appena al prologo. Più che un sogno un vero incubo: la gente non è minimamente interessata e se ne va. Punto. La cosa inquietante è che sul pavimento restano un sacco di capelli. Proprio ciocche di capelli. Da paura. Non posso sapere che significato può avere la cosa perché qualunque “interprete” dei sogni ha sempre a che fare con capelli del sognatore che cadono, che si sporcano, che vengono tagliati…io ho sognato che un pubblico annoiato lascia il teatro gremito di capelli. Che schifo e che inquietudine. Ma la cosa principale è che un mio spettacolo veda il pubblico abbandonare la sala.

Oggi mi sono svegliato di pessimo umore.

Sarà che se c’è una cosa che odio è essere preso in giro e ormai ho perso il conto di quanta gente e da quanto tempo vengo preso in giro. Perché sono così vulnerabile nei sentimenti? Perché sono così cretino? Mi dispiace quando vengo preso in giro, perché significa che qualcuno mi ha reputato indegno di rispetto, ma quel che è peggio è che lo sono stato. Ho 28 anni e mezzo e mi sento sempre un tredicenne. Ma si può? In faccia ho la scritta “idiota” e sulle spalle “prendimi a calci in culo” e non importa quanti propositi mi faccia ogni volta, perché ci casco sempre. Mi dico sempre che no-questa-potrebbe-essere-l’ultima-occasione-della-vita; oppure diamo-un’altra-possibilità; oppure ancora ma-si-questa-persona-merita-di-entare-nel-mio-cuore. E poi? Poi finisce sempre che le persone fanno solo i loro comodi. È come una festa affollata: si prende ciò che c’è da prendere e quando c’è da dare, restano in pochissimi.

Oggi mi sono svegliato di pessimo umore. Ma l’umore può sempre cambiare, no?

Da oggi riprendo a tempo pieno (cioè 18 ore su 24) la mia attività lavorativa. Ga’ dice che il lavoro che facciamo ci ha sempre e solo dato soddisfazioni, anche nella fatica ci ha sempre ripagato, ne è sempre valsa la pena. Ha ragione. E ha ragione anche quando mi dice che quando lavoro sto bene, perché sotto sotto so che, al contrario delle persone, il teatro non mi deluderà mai. Perché il teatro sono io. Io al meglio di me. Ga’ ha sempre ragione.

 
2 Comments

Pubblicato da su 28 dicembre 2011 in non classificato

 

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2 risposte a Meno quattro

  1. stefania

    28 dicembre 2011 at 9:41 AM

    quando leggo di te, non conoscendoti…… l’impressione che trasmetti è di una persona forte, sicura di se’, che affronta tutto e tutti a muso duro……poi leggo altro e diventi fragile e vulnerabile, una persona in balia dei furbi che approfittano della tua buona fede………..Andrea chi sei?……il bello è che sei imprevedibile…..ogni volta una persona nuova……piena di sorprese……….un abbraccio…..Stefania

     
  2. Andrea Ibba Monni

    28 dicembre 2011 at 9:48 AM

    E che ne so chi sono…non credo di essere forte né in balia dei furbi. Forse sono fragile come tutti, vulnerabile come tutti. A volte, come tutti affronto tutto e tutti a muso duro. A volte sono in buona fede, altre meno (ma lo ammetto sempre). Imprevedibile si, anche per me. Ma è il bello? Un abbraccio a te

     

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