Fino al 7 settembre non ci sarò. Stacco dal mondo per rifugiarmi in due paesi arroccati: Mandas e Gesico, posti di grande tradizione e di antica memoria, in cui porteremo in scena due spettacoli del Baratto Teatrale: Air Can Hurt You e El Hombre mas cercano a Dios. Questi due paesi ci hanno fortemente voluto per mettere in scena i nostri spettacoli che già da un anno e mezzo fanno parte di noi.
Il Baratto teatrale non prevede uno scambio economico, ma solo la possibilità di allestire delle performances e di avere in cambio le reazioni del pubblico. Semplice o difficile che possa sembrare o essere, è un’esperienza che l’anno scorso ha dimostrato ciò che volevamo confermare, ossia che nel ventunesimo secolo, il teatro può avere ancora la sua funzione primaria di trasmettere e creare qualcosa.
Nulla a che vedere con borderò teatrali (incassi di una serata, separati dal diritto di autore e dalle imposte. È il documento che controlla la SIAE, la Società Italiana degli Autori, che lo firma attestandone la regolarità) e rimborsi spese, solo ed esclusivamente l’espletamento del bisogno di dire qualcosa e di reagire a quel messaggio. Senza dare risposte, ma ponendo domande, l’amoralità del teatro crea una coscienza critica verso se stessi, un auto analisi che non è paranoia, bensì consapevolezza. Certo, non sempre i risultati sono confortanti, ma chi davanti ad uno specchio può dire di essere rimasto soddisfatto di ciò che ha visto?
Ci vediamo il 7 settembre, non fate i bravi, non vi divertireste come me.
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Due sono le cose che mi stanno facendo venire la pelle d’oca nonostante si sfiorino i quaranta gradi la fuori:
La morte di un uomo, padre di una ragazza che recitava con me tempo addietro. Mai visto, mai conosciuto, o forse non lo ricordo proprio. sta di fatto che non ho più il numero di cellulare della ex collega per cui decido di mandare una email dal sito Facebook, perché non ho più neanche il suo indirizzo di posta ordinario. Nel suo “muro” Facebook è tutto un messaggio di cordoglio, un fluorilegiuo di BuddyPokes che mi mette angoscia. La trovo una banalizzazione della morte abbastanza agghiacciante. Non lo so, sarà che la morte è l’unica cosa che mi mette soggezione vera e che sono un imbranato di fronte a certe cose…
La morte della cultura nella mia città, Quartu Sant’Elena, in cui l’amministrazione comunale procrastina l’apertura dello storico Cinema Nuovo (che dovrebbe essere un grande teatro) coi lavori fermi da una vita, e sopprime il bellissimo teatro delle Fornaci Maxia per far aprire una sala Bingo. Nella mia città, la terza città della Sardegna, è tutto un riparare le strade pubbliche, ma l’unica grossa compagnia teatrale , gli Actores Alidos, lavora solo fuori e i piccoli non lavorano affatto e forse non hanno mai lavorato. Meno che mai ora, in una situazione in cui non c’è il minimo sostegno da parte dell’assessorato alla cultura (e lo scrivo minuscolo apposta). Bisognerebbe camminare da soli e non vivere di finanziamenti pubblici, anche se il ruolo dell’amministrazione dovrebbe a parer mio essere quello di aiutare un teatro in difficoltà, non togliergli il teatro a favore di una merdosa sala Bingo, anti-cultura allo stato puro.
E’ tutto molto triste.
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Mi dimentico sempre i compleanni, forse perché penso che siano una ricorrenza abbastanza inutile e superflua. Tutti i compleanni. Tranne il mio, of course. Fatto sta che il 6 Agosto 2008, nasceva questo blog WordPress, dopo l’esperienza in Tiscali (quel blog carino ma che mi causò minacce di morte e persecuzioni varie) e quella ne IlCannocchiale (scrissi il blog più noioso del mondo).
Questo blog ha avuto un anno vissuto fino in fondo:
- 19648 visite (alle 10.08 di oggi, poche, lo so, ma va bene così),
- record di visite mercoledì 22 aprile 2009 con ben 249 visite che lessero gli articoli:
- IO,
- ECCO CHI SONO IO,
- ATTENZIONE QUESTO NON E’ UN SITO PORNOGRAFICO MA PUO’ SEMPRE DIVENARLO,
- CERTE COSE NON ACCADONO PER VANVERA,
- JACKASS,
- VAGINA
- e altri…).
- gli articoli più letti in assoluto sono stati:
- CAZZI SUOI, CAZZI GROSSI, CAZZI NOSTRI con 683 visite
- FACEBOOK letto da 600 individui
- VAGINA al terzo posto con 500 letture
Mi spostai qui scrivendo che troppa gente viveva la mia vita attraverso le pagine del blog, e l’uso che faceva delle mie parole era morboso, malato. Volevo far perdere le tracce. E infatti non è servito a nulla, perché le tracce non le ho fatte perdere e ogni paio di mesi, qualcuno si sveglia con la luna storta e s’incazza per le cose che scrivo quassù. E non importa se si avvale di un post scritto per qualcun altro o per qualcos’altro: ch’io scriva di Simona Ventura o dell’ultimo film di David Lynch, delle mie doppie punte o della pinzetta per le sopracciglia, troverò sempre qualche idiota che prende la palla al balzo e sìincazza. Credo che non valga la pena dar peso a queste cose, ma le trovo estremamente bizzarre.
Sono contento, è stata e continua ad essere una bella esperienza, sopratutto perché continua ad essere ciò che doveva essere: il modo con cui gli amici lontani restano in contatto con me e io con loro. Tutto il resto è blablabla, fuffa. Va bene così, buon compleanno.

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Quando non c’era X Factor, il mondo non ne soffriva la mancanza. C’era Maria de Filippi e i suoi Amici che fra loro non erano così “amici”, ancor prima c’era Popstar che mandava a Sanremo le sue Lollipop che sembravano delle gigantesche Bratz. Insomma, non ce ne siamo mai fatti mancare.
Ma quando in televisione si faceva pedagogia e Mina e la Carrà facevano i migliori programmi della tv, la ragazza della foto in alto, spopolava in Sardegna con il suo gruppo rock. Le Eumenidi, prima cover band femminile. Si chiamava Lola e cantava i maggiori successi del tempo.
Questa ragazza aveva
sedici anni nel 1969 e cantava con grande spensieratezza e poco le importava della fama e del successo. Era un periodo di differenti valori morali e sociali quello degli anni ’60 e ’70, e lei due anni dopo si diplomava Capitano di Lungo Corso all’Istituto Tecnico Nautico Buccari di Cagliari, nel 1976 si sposava con un ragazzo affascinante dagli occhi verde acqua, dieci anni dopo era madre, ancora nel 1980 e nel 1982, alla terza gravidanza, rinuncia alla Laurea in Medicina per fare la madre. Nel frattempo coltiva mille interessi: le tradizioni popolari prima di tutto, impara a ricostruire e restaurare i costumi antichi del popolo sardo da una prozia del marito (proprio in suo onore chiama la primogenita Laura). Diventa anche attrice prima amatoriale, poi interprete professionista caratterista di numerosi spettacoli della Compagnia Teatro Studio di Cagliari. Si, mia madre tracciava la sua e anche la mia strada indirettamente.
E se avesse seguito i passi (anzi i letti) di una cantante sua concittadina che ora si dichiara piacentina e che recentemente ha fatto un reality show? Non canterebbe più neanche lei forse, ma avrebbe la faccia al botulino e farebbe mille programmi spazzatura in tv. Forse.
Certo che se l’è goduta, Lola.
Oggi grazie a Facebook (e a mia sorella che glie lo gestisce) incontra una compagna di band e ricordano insieme le serate in concerto e le prime uscite con quei due ragazzi che ancora oggi sono i loro mariti e i padri dei loro figli. Altri tempi.
Mia madre poteva essere una ex Britney Spears con tanti soldi, tanti ex mariti, tanto silicone e tanta cellulite, invece è una ex rocker che non si è mai neanche fumata una sigaretta nella sua vita.
Meglio così.
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Giovedì 1 Ottobre 2009
alle ore 19
il primo incontro per iniziare l’anno 2009-2010 del laboratorio:
IL MESTIERE DELL’ATTORE
"Il teatro, cos'è? La rappresentazione della vita degli altri per avere qualche informazione sulla vita propria."
Michelangelo Pira
Per il quinto anno consecutivo, ho la gioia di portare avanti il laboratorio teatrale della Scuola Teatro Santa Lucia, dell’omonima Compagnia che mi ha visto nascere come interprete nel 2001, ma che è nata nel 1996 proprio con il laboratorio diretto dal regista Enzo Parodo.
In tutti questi anni insieme a tantissimi bambini, ragazzi e adulti, abbiamo fatto moltissimo, partendo dalle basi, la propedeutica del mestiere dell’Attore. Abbiamo messo in scena numerosi spettacoli: dal reading al teatro dello spirito, la commedia brillante come il dramma teatrale, il teatro dei burattini, l’uso delle maschere della Commedia dell’Arte e il teatro danza…Insomma, ci siamo dati da fare parecchio e ancora ce ne daremo.
In questo quinto anno, verranno aperti due corsi differenti:
- il corso di teatro propedeutico per chi vuole iniziare a muovere i primi passi su un palcoscenico;
- il corso di teatro avanzato per chi invece dimostra particolari attitudini o ha già esperienza alle spalle.
Inoltre sono previste tre messe in scena che scandiranno le tre diverse fasi del corso (a dicembre, a marzo e a giugno), numerose occasioni di approfondimento (gratuite) e occasioni di toccare con mano cosa significa davvero questo mestiere.
Insomma, un’occasione per intraprendere l’Arte più bella del mondo.
Andrea Ibba Monni
Clicca qui per trovare su google maps il Teatro della Chiesa di Santa Lucia, via Fais 19, Cagliari.

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Che sguardo maligno…
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Stanotte ho sognato che la gente moriva (senza motivo) per via delle mie bugie. Ad esempio fingevo di essere un cardinale paraplegico e un inserviente moriva cadendo da una scalinata altissima per portarmi la sedia a rotelle. Si buttava praticamente. Io ero angosciatissimo, mi son svegliato di soprassalto, ma a pensarci ora, sembrava un film di serie c senza logica alcuna.
Ho fatto un test o qualcosa di simile….
157 sono gli amici che ho, ben 37 più della media. Certo è che se tutti gli amici di FB fossero reali amici della mia vita, tra regali di compleanno e cose varie non mi rimarrebbe più un soldo.
Di questi 157, il 40% è maschio e il 60% è femmina. Sarebbe stato carino se fosse stato: il 35% è maschio, il 60% femmina e il 5% non sa/non risponde. Tra questi 157, il 42% sono single e il 56% fidanzati/sposati. Suona noioso.
Se mi venisse una influenza mortale, contagerei 10 persone (perché?) e una di queste morirebbe (ma perché????).
Quando condivido qualcosa su FB, la vedono 16 persone (solo 16 persone = sono uno sfigato).
Se muoio oggi (tiè!) verrebbero al mio funerale 378 persone (vabbè non male dai), ma non è dato sapere quanti saranno dispiaciuti per la mia dipartita e quanti balleranno sulla mia tomba. Peccato.
Avrei il 90% di sposarmi. Se in Italia venissero rispettati i diritti civili sarebbe vero.
Guadagnerò 2,7 milioni di dollari e avrò 2,2 bambini nella mia vita. Due bambini e un nano. O due bambini e un mezzo busto. O due bambini con tre braccia ciascuno. O due bambini con un terzo aborto.
Queste cazzate si calcolano QUI.
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Giovanna Casali è particolare, sola, sensibile al mondo che la circonda. Suo padre, Il papà di Giovanna, cerca di infonderle coraggio e autostima, ma forse le causa ancor più dolore. Sua madre è un personaggio ambiguo, doloroso a modo suo e distante in molti sensi. L’Italia è quella di Bologna durante l’apogeo e la disfatta del regime fascista.
Alba Rohrwacher si dimentica, a un certo punto del film, di recitare secondo lo schema moderno di recitazione in Italia (parlando sbiascicato con il lieve accento romano e la voce un po’ roca) ed è strepitosa, fa venire i brividi e ti dispiace che un anno fa, al momento in cui è stato girato il film, non era un’attrice tanto popolare da avere più scene nella pellicola, perché se le meritava tutte quante e anche di più. Silvio Orlando, sempre uguale a se stesso ma sempre azzeccato nel ruolo dell’italiano medio già visto (sia lui, sia il ruolo, sia lui che interpreta quel ruolo): meno male che il film era davvero bello, perché ha “salvato” la banalità dell’interpretazione del personaggio principale del film. Francesca Neri è perfetta, incarna il ruolo in maniera precisa, senza strafare, con una semplicità che la rendono ancor più vera del vero: stra-brava. E mal si digerisce quel volto piegato al botulino o a qualsiasi vanità che gli è stata inflitta, pare che sia un travestito struccato (e tu sei lì che pensi che se la Neri avesse un viso come Madre natura le diede, le lacrime ti sarebbero scese a fiotti e il sangue avrebbe ribollito a puntino mentre guardavi il film); ma le perdoni anche e sopratutto di aver prodotto il film più brutto del mondo quattro anni fa (Melissa P.).
Ti lascia interdetto il film di Pupi Avati, regista senza pregiudizi che dipinge l’ennesima opera d’arte, utilizzando ancora personaggi televisivi. E tu pensi che lo faccia apposta a sfidare questo tabù italiano che non “sporca” il film d’autore con gente dello spettacolino catodico. Invece ecco il re di “Striscia la Notizia” Ezio Greggio interpretare un bel personaggio in “Il papà di Giovanna”; ecco la presentatrice Paola Saluzzi e la star delle soap operas Eliana Miglio nel 1999 recitare in “La via degli angeli”; nel 2001 San Raul Bova delle fiction in “I cavalieri che fecero l’impresa”; Vanessa Incontrada da Zelig in “Il cuore altrove” del 2003; “Ma quando arrivano le ragazze” del 2004 ha come protagonista Vittoria “di Rivombrosa” Puccini; Nel 2005 il soprano Katia Ricciarelli recita in “La seconda notte di nozze” e poi fa una memorabile edizione del reality show “La Fattoria”; e quest’anno ne “Gli amici del bar Margherita” è un fluorilegio di star tv con Luisa Ranieri, Fabio de Luigi, Katia Ricciarelli, Gianni Ippoliti e il cantante Cesare Cremonini.
Il coraggio di sfidare un tabù viene sicuramente ripagato al botteghino da nomi di richiamo, ed è una bella sfida che Avati vince sempre.
Per la prima volta in ventisei anni, ieri mentre guardavo rapito “Il papà di Giovanna”, ho avuto voglia e quasi necessità di fare del cinema.
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EL HOMBRE MAS CERCANO A DIOS
A volte la risposta di Dio alle nostre preghiere…è no.
EVENTO DI BARATTO TEATRALE LIBERO E GRATUITO
Al termine di uno scambio culturale con i paesi di Mandas e Gesico
si terrà il 6 Settembre alle ore 21.10
lo spettacolo El Hombre Mas Cercano a Dios
Presso il CENTRO SERVIZI SU LIVARIU di Gesico
Con: Ga’, Andrea Ibba Monni, Ilenia Cugis, Mauro Ferrari, Giacomo Peddis, Laura Solla, Patrizia Marongiu, Uka Edwards Rapu, Daniela Maria Piras
Ringraziamenti Speciali
Rosy Dessì, Giulia Pili, Umberto Oppus, Terenzio Schirru, Andrea Mura, Samuel Zedda, Rita Fadda, Centro Pro Loco di Mandas, Pierluigi Sanna, Emmanuele Sanna, Antonio Ruscigno, Aethan Deluca, Valentina Sulas, Barbara Piu, Enrico Cara, il piccolo Mauro Rapu
INFO E CONTATTI
Ga | BARATTO TEATRALE
barattoteatrale@gmail.com
ga.sidereo@gmail.com
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Sono Minerva, la poetessa del villaggio,
fischiata, schernita dagli Yahoos della strada
per il mio corpo goffo, l’occhio guercio, il passo barcollante,
e tanto più quando «Butch» Weldy
mi prese dopo una caccia bestiale.
M’abbandonò al mio destino dal dottor Meyers;
e sprofondai nella morte, col gelo che mi saliva dai piedi,
come a chi s’immerga più e più in un fiume di ghiaccio.
C’è qualcuno che vada al giornale,
e raccolga in un libro i versi che scrissi?
Ero così assetata d’amore!
Ero così affamata di vita!
Edgar Lee Masters
“Antologia di Spoon River”
traduzione di Fernanda Pivano
Quando scompare una persona di così grande spessore culturale, tutto sembra destinato alla banalità. E così è.
Mia madre nel 1994, anno in cui incominciai a studiare la lingua inglese, mi regalò una versione economica, ma molto bella dell’Antologia di Spoon River, tradotta da Fernanda Pivano. Io e qualche altro milione di italiani l’abbiamo conosciuto così, grazie alla Pivano.
Già, Grazie. E buon viaggio.
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Non mi piace la televisione. M’annoia.
Non mi piace la gente che si sforza di ridere. Mi fa incazzare.
Non mi piace chi è sempre col muso lungo. Mi deprime.
Non mi piace quest’estate. Dura poco.
Non mi piacciono i benpensanti. Sono i peggiori di tutti.
Non mi piace la marmellata di ciliegia. E’ pesantissima.
Voglio voglio voglio voglio coglio voglio voglio voglio roglio roglio roglio roglio scoglio scoglio scoglio boom.
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Me ne vado a Carloforte, casettina io e Ga’ da soli soletti a farci tre giorni di stacco dal mondo intero. Quando? A settembre purtroppo, in quattro giorni ritagliati così, incoscientemente.
Me ne vado in Germania, destinazione Monaco di Baviera. Quando? Durante le mie prossime vacanze ufficiali: gennaio 2010!
Mancano due settimane al Baratto Teatrale.
Mancano sei settimane alla ripresa di mille impegni lavorativi a teatro (Iscraréu: io non ammazzo che per Vendetta; Sa Fura; Trilogia; il Laboratorio; Le Comari; etc…)
Mi sono comprato un sacco di magliettine, pantaloni e scarpe in un paio di mesi. E non me ne sono reso conto! Ieri mi sono riordinato la stanza degli armadi e ho messo in fila un guardaroba pazzesco. Ho esagerato, son diventato uno schifosissimo consumista ormai. Bah!
Non sono ancora tornato in palestra. Voglio andare al mare e pazienza se non dimagrirò per questo mese. Meglio cicciotti e abbronzati che magri, bianchicci e frustrati, no?
Stasera me ne vo’ a cena con gli amici, che a ferragosto non ho potuto godermi perché ieri ero di spettacolo….per la rubrica Chissenefrega….son contento, non vedo l’ora di rilassarmi stasera….ahhhhhhhhhhhhhhhhhh
per la cronaca, nella foto a lato, Mischa Burton, quella di The O.C. in una foto recente…bah
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E ha piovuto il caldo canta Malika Ayane. Ci saranno cinquanta gradi all’ombra qui nel sud Sardegna e il mare, ieri e oggi, non ha alleviato la sensazione di essere piccoli polli attorniati da tante patatine al rosmarino in un fornetto. Cazzo, tra poco devo anche farmi un viaggio a ottanta chilometri da qui per fare uno spettacolo alle 22. Ergo, rincaserò alle tre del mattino se tutto va bene.
Mamma mia.
Domani vado a visionare quella che, salvo imprevisti, sarà la mia nuova dimora delle prossime mattine: una palestra vicino casa dove proseguire ciò che cominciai con il Sergente Hartman. Quest’ultimo l’ho abbandonato dopo un mesetto, non mi manca affatto e credo che per il suo bene è cosa buona e giusta che io cambi palestra. Incominciava a starmi simpatico allo stesso modo di un pannolino nel ventilatore.
Ora devo andare.
Ma non ne ho voglia.
Meglio tardi che mai, pubblico le frasi di Luglio….da ridere….
Andreina e i detti del suocero: Volò un cetriolo. E dove andò? In culo a Donna Maria!
Karen e l’italiano: Stai grondolando di sudore!
Io e le idee chiare: Loro hanno questo amore di rapporto e odio…
Ilenia segue le orme del maestro: Io e il rapporto abbiamo un Andrea…
Mauro: Il pane è la bene più quotidiano che c’è.
Mauro bis: Non tutti i chiodi vengono per nuocere
Mauro tris: Certe volte L. lo faceva diventare piccolo, altre volte grande grande (il monologo)
Ga’: Bisogna curare la gesticolità!
Uka: Ti prendo a cani e pulci (calci e pugni)
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Nello zaino tutto te stesso. Dalle mutande e i calzettoni al sacco a pelo per dormire e la tenda da montare, dal dentifricio con lo spazzolino all’acqua nella borraccia, ma sopratutto dalla voglia di esserci alla paura di quella salita.
Rovermoot 2009, un campo estivo itinerante, tra i 50 e i 70 chilometri da percorrere in quattro giorni, dipende dai percorsi che fai con il gruppo cui sei destinato, e il mio gruppo, il gruppo del Quadrato Atlantis, è il tanto desiderato Gruppo A, i Balestrieri, che si fanno il campo mobile quattro giorni di seguito, così non si batte la fiacca, il muscolo non ha tempo di rilassarsi e si va a pieno ritmo, sempre più veloce, sempre più preciso. E i chilometri, per la cronaca, sono settantacinque.
La voglia di non scrivere un pezzo di/per/sugli scout è tanta, perché vorrei che tutti quanti si potessero infatuare di quest’esperienza e che tutti quanti sentissero la voglia di provarla sulla loro pelle.Forse non ci riesco, forse non mi va.
Sveglia all’alba, si smontano le tende, si parte in hike solo con una cartina in mano e gli scarponcini da trekking pesanti. E pazienza se il sole batte forte, il vento tira oppure se una tempesta ha sciolto la terra su cui dormivi e ora camminare dura tanta fatica. L’importante è andare, sudare via tutto quanto il superfluo e percorrere quella salita, perché la prossima volta quella salita sarà fatta di decisioni importanti oppure sarà una persona o una situazione da affrontare. E tu devi andare.
Il campo è stato duro, faticoso, davvero drammatico in certi momenti. Ma la forza che si trovava in uno sguardo, in un sorriso altrui, era magico, rinvigorente, particolare. Nessuna persona con dignità e situazione fisica sufficiente ha mollato, perché era impossibile mollare, perché se eri stanco o affaticato c’era sempre qualcuno che ti alleggeriva dello zaino, ti asciugava le lacrime e ti faceva passare le preoccupazioni con una canzone, una barzelletta o uno scanzonato POBA.
Si, il tanto bistrattato POBA.
Ma nessuno può capire o far capire cosa vuol dire condividere dieci giorni con una compagnia del genere, in una situazione così. Io non ci riesco, non sono così bravo nello scrivere o motivato nel farlo in questo momento preciso forse, so solo che ripartirei, anche ora, anche subito per affrontare me stesso. Gettare via la maschera, guardarsi davvero dentro per ciò che si è. Mica poco.
ANGOLO DELLA MASTURBAZIONE AUTOCELEBRATIVA: Dicevano che non ce l’avrei mai fatta, che ero un fuoco di paglia, che non ero in grado di portare avanti un Quadrato. Invece ci siamo pagati il Rovermoot e il viaggio per arrivarci con l’autofinanziamento, abbiamo creato un gruppo unito, solidale di nostromi capaci e validi, abbiamo porato avanti l’impresa dell’inno (e pazienza se l’altro in gara era talmente bello che l’abbiamo preferito al nostro, noi siamo leali) e dello spettacolo teatrale, abbiamo lasciato sempre dietro di noi affetto, stima e apprezzamento, abbiamo preso decisioni con il cuore e con la mente a costo di diventare impopolari e controcorrente, ma almeno non abbiamo tradito i nostri valori, la legge scout, non abbiamo preso scorciatoie, fatto e cercato nepotismi. Noi. Ce l’ho fatta, ce l’abbiamo fatta e ce la faremo sempre. Perché? Perché mentre tutti quanti si sono impegnati e saranno impegnati a commentare, giudicare e parlare, noi abbiamo lavorato e lavoreremo. Semplice vero?
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Turpiloquio: il parlare senza ritegno di cose turpi, il far uso di un linguaggio osceno.
La malizia sta negli occhi di chi guarda, è un dato di fatto. La goliardìa non lo è, è un qualcosa che accomuna un gruppo di persone che usano spesso atteggiamenti e linguaggi originariamente volgari e spogliandoli del loro effettivo significato, rendono la cosa divertente, non necessariamente maliziosa. Ma si sa che il lupo nella dispensa, qul che fa, degli altri pensa.
Certo è strano capire subito che in una cerimonia ufficiale, sette tra capi, vice e accompagnatori, urlano in coro una parola come “poba” per i suscritti motivi. Molto difficile da capire che non è interpretabile per il suo significato originale (succhia), bensì è solo un tormentone usato in sette giorni di condivisione di una strada per sdrammatizzare molteplici situazioni. Troppo difficile. Mi verrebbe da scrivere “too hard”, come faccio di solito per evidenziare un commento, ma non vorrei che si pensasse che scriva “troopo duro” riferendomi al mio pisello. Ritorniamo anche a censurare “membro del Parlamento”? Diciamo le cose secondo la politica corretta. Perchè l’ipocrisia è alla base di certe cose.
Mi preoccupano di più le mezze frasi, o le cose dette alle spalle,l piuttosto che le cose dichiarate, addirittura urlate da un gruppo di persone (38) che a una cerimonia ufficiale sicuramente non si sono bevute il cervello, sicuramente non invitavano i restanti 92 a una fellatio collettiva, sicuramente cercavano il modo di sciogliere simpaticamente le tensioni di otto giorni durissimi, anzi ardui (durissimi non se po’ dì!).
Dov’è il buon costume quando gli scandalizzati astanti minorenni vengono portati a consumare alcolici o a vedere che i loro capi lo fanno? Dov’è quando i cosiddetti educatori parlano e sparlano di chiunque e semnpre? Dov’è quando malcelati vaffanculo e imprecazioni varie sono sostituiti da mezzi sorrisi e giri di parole?
Allora, per favore, riflettete sempre quando qualcosa vi sembra strano, perchè magari non è la stessa cosa che intendereste voi nel pronunciarla.
Buon Vento a tutti coloro che rispettano la legge della giungla.
p.s: mi sarebbe piaciuto scrivere subito del RoverMoot, ma son così stupido da sprecare il tempo a chiarire una cosa così banale….