Ormai sono un fattore. Due per tre? No, uno che ha una fattoria, o per lo meno un destino segnato. In una delle innumerevoli attività che io e le mie bellissime atlantidee facciamo col Quadrato Atlantis, ieri ho scoperto che il cerchio si chiude, il karma mosaico si compone, ed è un puzzle fatto di natura. Cacca, animali e erba.

Infatti ieri, spinto dalla voglia di far fare alle ragazze del lavoro vero, quello che sporca, sfianca e bagna, e spinto dal fatto0 che l’autofinanziamento è cosa buona e giusta, abbiamo fatto servizio di pulizia di un giardino. Che poi era una giungla. Che poi ho ucciso talmente tante lumache, che ho fatto pure servizio di disinfestazione (dico e preciso involontariamente, anche perché se avessi voluto ucciderle non l’avrei fatto a ginocchiate). Ci siamo divertiti, adoro quelle cinque piccole donne piene di garbo ma ognuna con il carattere giusto, la cazzimma necessaria per cominciare a farsi le ossa nella vita.
Inoltre……
Il giorno della mia festa a sorpresa (il 27 aprile, un giorno dopo il mio effetivo compleanno), mi è stato fatto un regalo particolare dai ragazzi del teatro. Mettendo la mano sull’enorme pacco ho sentito che sotto c’era una gabbia. Ho avuto paura. Ho pensato a un gatto, non so perché, forse perché la paura mi spingeva a tranquillizzarmi. Poi ho abbassato la testa e ho visto una mangiatoia con cibo. Non crocchette o latte o carne, ma bacche, semini. Ho creduto di morire. Un criceto no, dio ti prego, no.
Già mi ci vedevo sopra una sedia a liberare il criceto in cortile e darlo in pasto a 100 gatti chiamati per l’occasione tramite un evento su facebook…
Invece ecco tutto nero e batuffoloso un coniglio. Con gli occhi neri. Si perché se fosse stato bianco e con gli occhi rossi avrei traslocato e cambiato nome, visto che i conigli bianchi dagli occhi rossi mi fanno l’effetto che fa loro vedere un cane da caccia: paura.
Ora io e Pedro (l’ho chiamato così in onore dell’ultimo santo che ho interpretato sul palcoscenico e a grande richiesta di chi me l’ha donato), viviamo guardinghi una convivenza imposta che ci ha reso nervosi, ma giorno dopo giorno cerchiamo di abbattere i pregiudizi. Chi l’ha dura la vince, no?
Thyrsiger
30 aprile 2009 at 11:24 PM
“Mettendo la mano sull’enorme pacco”: eheh… ;-p (battuta scema, ma non ho resistito)
ciao!
Marcillotta's
2 maggio 2009 at 11:00 PM
Pedro è bellissimo.
Così di tre quarti, ha UN occhione molto teneero ed espressivo. Certo però, che l’è proprio nero eh?
Alessandro Cuboni
10 maggio 2009 at 5:25 PM
nooooooo,
vorrei rimangiarmi il mio ultimo commento…. la mia coinquilina ha un coniglio…bianco, non so il colore degli occhi perchè se lo guardo lo vedo fatto alla cacciatora, visto che io non lo avrei voluto in casa (alibi casalingo per avercela contro qualcosa di inutile, capro espiatorio di convivenze studentesche forzate)… ma tant’è.. (eppure adoro gli animali, si però in giardino..degli altri)
Vabbè se vuoi te la faccio conoscere, così magari i conigli in pentola saranno due.
Dandyboy
12 maggio 2009 at 6:37 AM
Ma io sono vegetariano Ale!