
La storia è poco conosciuta: l’incredibile parabola terrena di San Pietro Nolasco, fondatore dell’ordine religioso dei Mercedari, che in piena conquista spagnola da parte dell’islam all’inizio del tredicesimo secolo, piuttosto che lo scontro di religione o la passività sociale, cerca di fare qualcosa. Decide di comprare i cristiani fatti schiavi dai saraceni con le stoffe che commercia e i soldi che ottiene chiedendo l’elemosina. Ma non basta più, non basta mai, e allora ecco l’idea: offrirsi, fino a sacrificare la propria vita, perché nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici.
Questa compagnia, la Compagnia Teatro Santa Lucia, nasce nel 1996 e io ci lavoro dal 2001. Il suo scopo è da sempre quello di percorrere una ricerca nell’ambito del teatro dello spirito, l’ageografia e sopratutto portare il teatro laddove il teatro non arriva di solito. Quest’anno è stato fatto uno strappo alla regola, e nella rassegna di teatro itinerante, toccheremo molti spazi teatrali piuttosto che case di riposo, chiese, orfanotrofi e carceri come invece è successo nei primi otto anni.
Uno spettacolo rock che rappresenta un’altra generazione di giovani, quelli dei primi decenni del ’200, che hanno davvero lasciato il segno, senza una Maria de Filippi, ma solo con la passione e credendo fermamente in qualcosa. Che tra l’altro, dura da ben otto secoli.
Beati loro.
luigi
31 marzo 2009 at 10:15 AM
ciao… è la prima volta che vedo il tuo blog, mi piace come scrivi perché sei molto diretto. mi è dispiaciuto non leggere qualcosa di te nella sezione “ecco chi sono io”, o meglio, ho letto il tuo CV ma questo crea irrimediabilmente un distacco con il lettore, che al contrario vorrebbe sapere qualcosa di più personale.
Dandyboy
31 marzo 2009 at 10:51 AM
Grazie mille
le cose personali le scrivo qui, li è volutamente solo ed esclusivamente il mio CV
che vuoi sapere? ti risponderò.