Altri stereotipi (monotipi): il fintoesteta
Fintoesteta- Una tipologia di persona che mi fa molta tenerezza, perchè ha un non so che di affine a come sono io. Intendiamoci: io non sono un fintoesteta, ma conservo una sorta di empatia mista a tenerezza con chi darebbe un senso filosofico e antropologico perfino a una peretta di scamorza affumicata. Perchè fondamentalmente, quello che chiamo fintoesteta è una persona che sa, ma che forse sa troppo e sa a sproposito. Approfitta di un qualsiasi argomento per ricondurlo all’ultimo libro letto, che mai è un “Oggi cucini tu” dell’allegro duo Antonella Clerici-Anna Moroni, e neanche un banale libro di qualche comico di Zelig. Il fintoesteta legge sempre e solo filosofia e saggistica. Che magari è anche vero, ma sai che noia. Spesso questo tipo di persona non ha molta possibilità di socializzare, perchè si preclude parecchi legami ogni volta che apre bocca:
-”Come va?”-
-”Come direbbe Freud….”-
e che palle!
-”Dove andrai in vacanza?”
-”Hume aveva un pensiero abbastanza singolare della parola parola vacanza”-
uffa!
-”Sei innamorato?”-
-”L’amore è, come scriveva Andy Warhol…”-
ma sparati!
-”Ti voglio bene”-
-”Vuoi il mio bene o vuoi bene a me?”-
Il fintoesteta perde spesso e volentieri l’occasione per tacere. Si facesse ogni tanto una risatina davanti a un film di Vanzina.
(che forse è un po’ troppo greve, ma come ho già scritto, solidarizzo col fintoesteta e suggerisco un filmetto di Cameron Diaz, che almeno non è farcito di comicità aerofagica).
