Archivio per 18 Agosto 2008

Altri stereotipi (monotipi): Psyco

Posted in non classificato on 18 Agosto 2008 by Andrea Ibba Monni

Psyco- Figura emblematica della socialità, fu il primo tipo di persona che inquadrai nella mia vita e che ultimamente è molto in voga. E’ colui, o colei che prende la vita un po’ alla Marion Crane: diciamo che viaggia molto con la mente e quando tutto va bene, i problemi se li inventa. Chissà come mai nasce questo bisogno di crearsi rogne col prossimo o con se stessi, le persone psyco ammettono tra le lacrime di essere afflitte ma non riescono a spiegare perchè litigherebbero anche se la vicina di casa fosse Rita dalla Chiesa. Le persone psyco sono serene, ci parli, puoi riderci e scherzare e poi te le ritrovi improvvisamente con sguardo assente e subito assassino. Come la bimba dell’esorcista sono pronte a camminare a testa in giù sputando sangue. Perchè? Forse sentono le voci? Nessuno psyco ha mai rivelato. Conosco due psyco: una di questo tipo e l’altra che ha una storia d’amore con un commesso di una libreria. Ma lo sa solo lei. E spende un sacco di soldi in libri che forse farebbe meglio a leggere.

Misteri della vita.

Gli stereotipi (o monotipi)

Posted in non classificato on 18 Agosto 2008 by Andrea Ibba Monni

Parlerò di loro. Sono gli stereotipi di persona che maggiormente ho incontrato, e ahimè incontro nella vita. A loro dedicherò una parte del mio tempo per scriverne, perchè, poco poco hanno influito nella mia vita. Il tanto che basta per farmi capire quanto valgo, chi sono e cosa non vorrò mai essere.

Eccoli qui, distillati uno ad uno, non necessariamente maschi o femmine, ma solo personcine, quelle personcine piccole piccole senza un briciolo di dignità, donnicciole meschine e omini mezzecartucce:

  1. Il carismatico a tutti i costi- vuole per forza essere il leader del gruppo perchè gli manca (o in passato gli è mancata) un bel po’ d’attenzione e di personalità. Ha bisogno di un gruppo per potersi affermare, quindi di gente con meno personalità di lui. Fa le scenate più pazzesche, invoca paroloni stile libertè-egalitè-fraternitè che stia parlando di politica o di telefonia cellulare di ultima generazione: basta non farsi capire dagli adepti e tutto andrà bene, fare la voce grossa di solito funziona sempre. Dice il saggio (Ga’): “a furia di dire che è biondo, biondo, biondo, biondo, biondo, la gente comincia a vederlo un po’ castano.” Il carismaticoatuttiicosti è ombroso, ha sempre qualcosa che non va, c’è sempre qualcuno che ha minato la sua serenità, che ha ostacolato il suo regno, che ha osato sfidarlo, magari solo uno che gli ha detto le cose in faccia, tanto basta affinchè si senta avvilito e che usi questo evento per impietosire il suo entourage con le sue fisime di perenne incompreso, semplicemente perchè per essere leader, ma non avendone gli strumenti, quando caghi fuori dal seminato, ti devi pur giustificare in qualche modo.
  2. Il gay a tutti i costi- scopre la sua omosessualità dopo tutte le altre persone che lo conoscono, cioè è una checca sperticata, ma nega a se stesso ciò che il prossimo suo ha capito da tanto tempo: Antonella Clerici a confronto sembra Clint Eastwood. Una volta che la scoperta è avvenuta, il gayatuttiicosti non parla d’altro che delle sue preferenze sessuali con la faccia di chi sente perennemente puzza di cacca (fa lo snob, il posh) e il sorriso di chi ce l’ha fatta (e che cazzo): alla domanda “come stai” amerà rispondere “come un pisello nel suo bacello di carne”, quando gli chiedi “che ore sono” dirà “le 16e30 e mi piacciono i muratori, quelli belli tamarri che ti prendono e ti sbattono”. Si farà le meches, i capelli biondi, ricci e poi lisci coi riflessi rossi, poi si raserà, si farà un piercing e andrà in palestra (che faccia ginnastica o meno). Non si perderà una puntata di Amici e un concerto di Tiziano Ferro e Carmen Consoli, si metterà con un’altra checca maligna ma non durerà a lungo perchè s’ammazzeranno a borsettate. Il gayatuttiicosti ha quel qualcosa del carismaticoatuttiicosti che ne farà una persona fondamentalmente sola: la povertà d’animo.
  3. Il teatrante- ha fatto un laboratorio teatrale. Magari a scuola. Punto. Però è un artista, vive d’arte, ha un myspace o almeno un triste blog di messenger nei quali scriverà il suo curricula: il laboratorio teatrale, magari scolastico di cui sopra e se la carriera prende una buona piega, il provino fatto per entrare nella scuola di Amici (ovviamente non è passato perchè quelli-la-sanno-già-chi-prendere). Mica cotica. Il teatrante ama David Lynch perchè sa che è difficile (non di rado hai quello che ti interpreta la trama di Mulhollan Drive a tutti i costi), adora Wong Kar Wai e Chan Wook Park perchè sa che sono coreani (e il regista coreano è l’ultima tendenza in fatto di teatro) e sopratutto ha un mito in assoluto: Fioretta Mari, l’insegnante di Amici. “Speriamo che legga il blog, cosi lo sa anche lei.” Molto spesso anche questa figura è un gayatuttiicosti ma senza la variante carismaticoatuttiicosti, cosa che lo rende una primadonna finto etero che sfrocieggia ma sta nella massa. Perchè la concezione del “frequentare l’ambiente teatrale se si vuole fare teatro” non implica che tu abbia personalità, quindi non puoi neanche fingerne di averne. Anzi…
  4. Il nerd- la figura che più di tutte mi sta simpatica, perchè comunque porta il suo status con fierezza, è quella del topolino del computer. Sa tutto del pc. Gioca on line. Continuamente. Non ha una relazione, non solo sentimentale, ma proprio sociale. I suoi “amici” sono dei nick name con degli avatar. Ma a lui non importa, anzi va-bene-cosi perchè il nerd non “c’ha voglia” di uscire di casa (dalla stanza col pc), di lavarsi, di cambiare pettinatura. Lascia la sua dimora solo per andare nei negozi di videogames e criticarli tutti, dal primo all’ultimo. Tanto glie li regalano a Natale i suoi genitori, che non avendo capito un cazzo del figlio, gli forniscono gli strumenti della sua prigionia.
  5. La ribelle- figura emblematica del panorama sociale, è sempre una donna, la versione femminile del carismaticoatuttiicosti ma con l’aggiunta di altre azioni senza senso. Lascia messaggi subliminali in giro (uno spazzolino, una fotografia, un poster) convinta di disseminare tracce di popolarità. Quella della bella e dannata, la donna senza regole, l’emancipata. Misia misia… Studia all’università ma sta sempre preparando la tesi, fa mille cose senza concluderne neanche una, perchè lei è “troppo una grande” per stare a certe regole.

Chiudo cosi per ora. Ma solo per ora. L’elenco è molto lungo…